Striscioni in paese contro Stato e Europa
FIUMALBO
È stato un 25 Aprile su di giri a Fiumalbo: l'alba della festa della Liberazione è stata salutata in paese da una decina, tra cartelli e striscioni, con scritte in cui è stato espresso in po' di tutto: dalla preoccupazione per il momento economico a critiche all'Europa e oltraggi alle istituzioni. Solo un paio in questo caso per fortuna. Che sono stati subito rimossi alla mattina, con i carabinieri di Pieve che hanno proceduto alla denuncia contro ignoti per vilipendio nei confronti dello Stato. Gli altri messaggi erano di questo tenore: “Chiuderemo le aziende: poi chi vi pagherà?”, “Resisto dunque sono”, “Siamo italiani, non europei”, “Un italiano veramente libero è colui che lavora e ama la propria terra. Lo Stato non dovrebbe in nessun modo ostacolare questa sua sacrosanta libertà. Siamo sicuri che questo accada?”, “Si può eliminare facilmente una vera dittatura, ma è difficile eliminare una finta democrazia”. E così via, fino a una citazione di Jefferson: “Quando il governo teme il popolo è democrazia, quando il popolo teme il governo è tirannia”. Nel pomeriggio sono stati rimossi anche questi. «Non abbiamo idea di chi possa averli messi, non è neanche detto che si tratti di fiumalbini – osserva il sindaco Alessio Nizzi – i messaggi erano molto diversi, e credo vada fatta una distinzione. Da una parte quelli ingiuriosi verso le istituzioni per cui i carabinieri giustamente hanno proceduto a denuncia: sono state riproposte frasi di un brutto passato. Dall'altra messaggi critici quanto si vuole ma civili: non ci ho visto in questi un oltraggio alla festa, ma anzi un richiamo al senso di libertà della ricorrenza che vuol dire anche libertà di opinione. E quindi di manifestazione del disagio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google