Distrutta la lapide di Cabassi ucciso dai fascisti a 19 anni
Torturato per quattro giorni e alla fine, quando ormai era straziato, ucciso dai fascisti. E ora, a 76 anni dal crimine commesso dai repubblichini, qualcuno ha deciso di devastare la sua lapide nel giorno della Festa del 25 Aprile. Una scelta non causale, quella di distruggere un cippo di una vittima dei fascisti, come avvenuto anche nel Bolognese e in altre zone del Nord Italia per ottenere visibilità. La vittima di questo sfregio è però una figura molto conosciuta e popolare della Resistenza modenese: il 19enne Alessandro Cabassi.
Gli sconosciuti che si sono accaniti contro la sua immagine e il cippo che lo ricorda in via Paolucci hanno agito il giorno del 25 Aprile, durante le scarne celebrazioni della Liberazione. Inutile sottolineare il momento scelto. Il fatto è già stato segnalato alla Digos che avvierà indagini per individuare l’autore di questo oltraggio. Nel frattempo i volontari si sono già attivati per ripristinarla.
Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ieri mattina ha ugualmente reso omaggio alla lapide commemorativa di Alessandro Cabassi nella zona di San Cataldo.
«È l'ennesimo vile gesto di spregio alla memoria della Resistenza e della Liberazione - ha sottolineato il sindaco - e ci auguriamo siano presto individuati i colpevoli. I volontari si sono già impegnati per ripristinare il luogo, un simbolo della democrazia conquistata».
La lapide compie 45 anni. Nel 1975, in occasione del trentesimo anniversario della Liberazione, la Società Polisportiva Centro Storico e la Federazione Comunista modenese hanno dedicato ad Alessandro Cabassi un monumento e una lapide muraria nel cortile d’ingresso delle strutture ricreative. La lapide commemora l’impegno politico e i valori che Alessandro Cabassi ha trasmesso ai ragazzi nel periodo in cui ha guidato il Fronte della Gioventù modenese. La storia tragica di questo ragazzo un tempo era molto popolare in città. Durante gli ultimi anni della guerra, Cabassi, ancora adolescente, si fece carico i coordinare la gioventù comunista a Modena. Catturato nel 1944 dai fascisti, venne sottoposto a torture per quattro giorni consecutivi mantenendo un contengo tale che persino i suoi assassini ne riconobbero la fierezza. Alla fine, quando era ormai moribondo, venne fucinato. Aveva 19 anni. —
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