«Emiliana Rottami Nessuna bonifica e non si sa nulla»
L’attacco dei consiglieri di minoranza Piccinini, Zanoli e Soli «Scadono i termini ma non sappiamo se ci sono proroghe»
L’amianto, sempre quello. Il fantasma della fallita Emiliana Rottami continua ad agitare la vita dei sancesariesi soprattutto per rottami di eternit a cielo aperto che si trovano sotto la tettoia abbandonata di via Bonvino.
La stessa, come ricordano con energia al sindaco in una nota i consiglieri di minoranza Sabina Piccinini, Mirko Zanoli e Ivano Soli, che fu gravemente danneggiata nel giugno dell’anno scorso da una grandinata e che da allora ha sparso rottami con amianto in tutta l’area.
Da allora è iniziata una lunga trafila di richieste per la bonifica della zona con un continuo rimpallo di competenze tra curatore fallimentare e sindaco che non si è ancora conclusa.
«Domani scadono i termini - chiedono i tre consiglieri di minoranza - ma a San Cesario nessuna sa perché non siano stati rispettati gli ordini dell'Ausl. E dire che furono sindaco e curatore a chiedere un sopralluogo alla stessa Ausl per capire il da farsi».
Puntualmente gli specialisti della tutela ambientale il 18 luglio scorso ispezionarono l'area e notificano al primo cittadino l'obbligo di una delibera vincolante per la bonifica. Tutto risolto? Niente affatto, perché al termine dell'estate, di fronte all'inerzia dell’amministrazione comunale, si ricomincia la trafila con impegno ripetuto per lo smalimento almeno dei numerosi rottami d'amianto a terra, caduti dalla tettoia. Del resto Zuffi aveva come priorità la delicata partita per chiudere la vicenda dell'ex Emiliana Rottami, con una ditta pronta a rilevare l’area principale e le montagne di rottami di vetro di fronte all'autostrada.
«Il deposito di via Bonvino - commenta la consigliera Piccinini - poteva ben aspettare e così pure gli abitanti, visto che amianto e rottami in quell’area non sarebbero andati in mano alla nuova proprietà».
La saga prosegue e negli ultimi mesi si arricchisce di un’ulteriore puntata. Il 27 febbraio di quest’anno tocca infatti a Mirko Zanoli (Rinascita Locale) ritornare alla carica con un accesso agli atti per saper sapere se la benedetta delibera di bonifica è stata fatta.
«Ovviamente - commenta sarcastico lo stesso Zanoli - proprio quel giorno Zuffi si ricorda che deve bonificare l'area. E finalmente c'è l'ordine al curatore e al proprietario Piero Goldoni, che per varie strade è ancora comproprietario, per ripulire il tutto».
In effetti l'ordinanza c'è ed è dettagliata, imponendo pure la copertura dei rottami di vetro scoperti con teli di plastica.
Il termine previsto è di 60 giorni ma giusto un mese dopo, il 25 marzo, il curatore chiede l'ennesima proroga al sindaco perchè, causa Covid, non ci sono ditte disponibili.
«Il termine scade oggi, lunedì 27 aprile - conclude Piccinini - Dopo sette mesi non solo non è stato fatto nulla ma non sappiamo neppure se la proroga è stata concessa o se invece saranno previste sanzioni per gli inadempienti». —
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