L’idea di “L'ora del noi” Il corso di alta sartoria diventa una start up
Il progetto per persone disabili dell’associazione avviato da una raccolta fondi si è evoluto con risultati eccellenti
Daniele Dei SASSUOLO
Un grande laboratorio di oltre cento metri quadrati che sogna di diventare un "incubatore" di impresa per persone affette da disabilità, le quali potranno essere aiutate nell'emanciparsi verso una professione.
È il progetto messo in atto dall'associazione "L'ora del noi", presieduta da Franco Cappella e attiva a Sassuolo da settembre del 2017, "congelato" solo a causa dell'emergenza Coronavirus ma che è stato caratterizzato da un grande lavoro fatto negli scorsi mesi, concretizzato grazie a una raccolta fondi tramite crowdfunding che ha portato in cassa i 15mila euro utili per partire.
«Abbiamo fondato l'associazione quando eravamo nove insegnanti di sostegno abilitati per lavorare con ragazzi disagiati – ha spiegato Franco Cappella – adesso siamo sfiorando i cento associati, con l'inserimento anche di rappresentanti delle famiglie coinvolte. La scuola ci stava stretta e per questo motivo volevamo dare un futuro a persone che ormai sono dei giovani adulti, con età tra i 18 e i 40 anni. Quanto siamo riusciti a fare è frutto di un lavoro iniziato nel 2018 con percorsi laboratoriali mirati, non per passare del tempo libero ma per formare le persone a una professione. Abbiamo analizzato le specifiche abilità dei singoli, cercando di capire quali potessero essere le potenzialità, e da lì abbiamo avviato i percorsi. È tutto un lavoro svolto in maniera gratuita e volontaria, nonostante all'interno abbiamo professionisti tra cui anche legali e contabili».
Ne è nato un corso durato 18 mesi di alta sartoria, in cui i ragazzi – attualmente otto – hanno imparato a realizzare fini capi di moda, partendo dalla modelleria, utilizzando tessuti di qualità come lino, cotone e seta. Hanno già fatto delle sfilate di moda ed eventi di beneficenza, ma "L'ora del noi" non si è voluta fermare solo alle attività formative e informative in essere, con una vision più ampia.
«Dopo aver organizzato la vendita – prosegue il presidente dell'associazione – abbiamo pensato a realizzare una start up con l'obiettivo di far lavorare assieme queste persone in un progetto, trasformandole in piccoli imprenditori. Ci sono venuti in supporto il Comune di Sassuolo, da sempre vicino ai nostri progetti, il Lions Club che ci ha fornito i macchinari, Confindustria Ceramica e la Cna, che ci ha concesso il comodato gratuito di un fondo di cento metri quadri al civico 9 di piazza Tien An Men. Dovevamo inaugurarlo in questo periodo ma tutto è slittato al termine dell'emergenza. L'idea è di avviare, oltre che il progetto sulla moda, altri due analoghi ma basati sugli arredi in legno e sulla realizzazione di carta da qualità, da parati e da inviti».
Il blocco attuale preoccupa l'associazione anche da un punto di vista della formazione. «Se perdiamo troppo tempo il rischio è che i ragazzi perdano quanto appreso – conclude Cappella – ci sono alcuni che per le loro difficoltà hanno impiegato mesi per imparare a fare una cosa. Sono attività manuali e non possiamo fare lezioni a distanza: abbiamo provato con Whatsapp e altri strumenti di videoconferenza, ma non sono stati utili. Speriamo che tutto finisca, così da ripartire». —
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