Gazzetta di Modena

Modena

DON BOSCHINI 

«Abbiamo perso anziani e le persone fragili»

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«La linea di fondo del vescovo, dialogare e costruire, la condivido in pieno. Tutti siamo disorientati dalla situazione e prese di posizione tecnocratiche del Governo, ma a livello locale prevale il senso di comunità». Don Paolo Boschini, parroco della Beata Vergine Addolorata in città, mette subito le cose in chiaro. E poi prosegue: «Fondamentalmente le chiese non si sono mai chiuse, le attività parrocchiali si sono trasformate rapidamente, facendo vedere una grande vitalità, inattesa e creativa. Si sono trasferite in fretta nel mondo digitale, con il tentativo di parlare un linguaggio diverso e di raggiungere tutti. In questo modo – prosegue - c’è stato un cambiamento di equilibrio nei due perni fondamentali della vita della Chiesa: il Vangelo e i sacramenti. C’è uno sbilanciamento a favore della Parola, del messaggio, con un impoverimento inevitabile della dimensione sacramentale. Che non è scomparsa, possiamo dire che l’eucarestia è stata verbalizzata, da gesto è diventata messaggio. C’è una grossa mancanza, le persone che non hanno accesso ai linguaggi digitali: gli anziani, i disabili, le persone fragili e molti migranti. Queste persone le abbiamo perse e quindi siamo una Chiesa zoppa. È lo stesso problema che ha la scuola». Il finale è ancora sulle messe: «D’ora in poi le comunità cristiane avranno dei linguaggi ibridi e devono attrezzarsi a una pastorale che prevede le stesse cose in compresenza e tramite il web. E’ una grande opportunità. La cosa fondamentale è che nessuno è riuscito a chiudere la bocca ai cristiani». —

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