Gli effetti della quarantena sul mare Adriatico Parte una ricerca ad hoc
Che impatto ha avuto il lockdown sullo stato di salute dell’Adriatico? Mentre si susseguono gli studi sullo smog e sulla densità abitativa, da ieri, anche il mare diventa sorvegliato speciale: il ministero dell’Ambiente decide di indagare la relazione tra le diminuite pressioni dell’uomo durante la quarantena - basti pensare alle attività industriali ferme e a quelle della pesca notevolmente ridotte o ai traffici marini - e la salute degli ambienti marini allo scopo di rafforzare le misure di tutela dell’Adriatico stesso.
«Abbiamo condiviso l’invito del comando generale delle Capitanerie di Porto - spiega l’assessore all’Ambiente dell’Emilia-Romagna Irene Priolo - per avviare il monitoraggio straordinario dell’Adriatico. L’attività si svolgerà sino alla metà del mese di giugno su 18 diverse stazioni».
Priolo ricorda che l’iniziativa è nazionale, parte dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, coinvolge Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, Guardia di finanza e Carabinieri, congiuntamente con la rete nazionale delle Agenzie Ambientali (Ispra - Snpa). «La storica e consolidata collaborazione operativa tra Regione Emilia-Romagna e Capitanerie di Porto ha consentito di attivarci con immediatezza: Arpae e direzione marittima dell’Emilia-Romagna (Guardia costiera) stanno già effettuando le prime misurazioni» aggiunge l’assessore.
«L’attività rappresenta una condizione eccezionale per la raccolta di elementi conoscitivi sull’attuale stato delle acque marine - prosegue Priolo - e consentirà di confrontare gli esiti dei campionamenti sia con i dati già in possesso prima del blocco nonché con le future rilevazioni: una straordinaria occasione per meglio conoscere l’ambiente marino-costiero e definirne le future politiche di tutela». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

