«Sapremo prendere tutte le cautele»
«Approvo pienamente questo disappunto della Cei. Capiamo benissimo, è comprensibile che la fase che stiamo vivendo ha elementi di incertezza che porta a stare su una linea di cautela, ma occorre contemperare le cose, e aver fiducia che la Chiesa, sacerdoti e laici, userà tutto il buon senso per affrontare questa situazione delicata». Il parroco di Formigine, don Federico Pigoni, è pienamente in linea con la Cei e con la posizione assunta dal vescovo. Don Pigoni prosegue: «È importante che il Governo si possa ritrovare in un tavolo di concertazione con la Chiesa. Tra l’altro non dimentichiamo che stiamo andando verso un periodo che ci permetterà anche celebrazioni all’aperto. In parrocchia, ad esempio, abbiamo già rinviato i grandi momenti di celebrazione dei sacramenti proprio perchè capiamo benissimo che il momento. Ma c’è davvero un’esigenza fortissima del popolo di Dio di ritrovarsi. Le comunità cristiane chiedono questa fiducia e sono certo che verrà usato tutto il buon senso. La Chiesa è stata concorde e collaborativa nella fase di chiusura, ora è disposta a proseguire questa collaborazione ma chiede un’apertura nel rispetto delle misure». Il sacerdote conclude con un altro, importante, ragionamento: «Ora facciamo tutti attenzione a non cadere nel virus del giustizialismo sommario. Non dobbiamo far sì che ci si scateni a cercare il capro espiatorio, penso ad esempio alle situazioni in tante Rsa. E poi occorre passare dal linguaggio bellico, della guerra, a quello che Papa Francesco ricorda, quello della cura e del soccorso». —
P.S
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