Gazzetta di Modena

Modena

deceduto il fotografo 

Addio a Gasparini Nelle sue immagini il racconto di Carpi dal dopoguerra

Serena Arbizzi
Addio a Gasparini Nelle sue immagini il racconto di Carpi dal dopoguerra

Alla chiusura del negozio donò l’archivio al Comune La figlia: «Il fondo è un tesoro di migliaia di fotografie»

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I suoi occhi e le sue mani hanno fotografato i personaggi della città lungo numerosi decenni. E con la sua scomparsa, Carpi perde un pezzo importante della storia della città.

Si è spento all’età di 78 anni, Gianfranco Gasparini: l’insegna con il suo cognome ha brillato per sei decenni a partire dal dopoguerra, in via Manicardi, vicinissima al Parco delle Rimembranze e all’ospedale. Chi ha vissuto a Carpi fino al 2005 ha visto almeno una volta quella insegna o ha sentito parlare di quel fotografo chiamato a immortalare i momenti salienti di cui è stata teatro la vita della città.



Il negozio di fotografie Gasparini venne aperto nel 1945 e rimase aperto fino al 2005. Il fondatore fu Tonino, insieme al fratello Cinzio. Il negozio fu poi portato avanti da Gianfranco, con le sorelle Rosa e Gianna. E anche dopo la chiusura, numerosi carpigiani erano soliti domandare a Gasparini qualche foto di avvenimenti importanti, come maratone o competizioni ciclistiche. O immagini dei propri cari, “catturati” e fermati su foto in occasioni speciali.



«Nel 2005 papà chiuse il negozio e le migliaia di foto che negli anni aveva raccolto le donò tutte all’amica Luciana Nora, del Centro etnografico del Comune di Carpi - racconta la figlia di Gianfranco, Elena - Numerose persone andavano da lui per chiedergli e potessero avere qualche immagine del figlio, dei genitori o di qualche avvenimento. Anche una volta abbassata la saracinesca. Quando qualcuno gli chiedeva se si potesse recuperare questa o quella foto lui rispondeva: “Chiedete a Luciana”, riferendosi al Comune di Carpi. Il negozio di papà è stato il primo, o comunque tra i primi, specializzati in fotografia, ad aprire nel dopoguerra. Innumerevoli sono gli album di nozze che portano la sua firma. E altrettanti gli avvenimenti importanti per Carpi di cui è stato testimone con la sua macchina fotografica: a partire dalla maratona annuale intitolata a Dorando Pietri che si svolgeva in piazza Martiri, alla quale lui non mancava mai. Fino al Giro d’Italia, la grande competizione ciclistica su due ruote».

Gianfranco era anche radioamatore all’associazione Ari, con sede in via Peruzzi - prosegue la figlia Elena - Apparteneva, inoltre, in qualità di radioamatore, alla Protezione civile. Indimenticabile, inoltre, il suo impegno a favore della casa protetta Tenente Marchi, dove soggiornò la mia nonna materna. Papà svolgeva attività di volontariato, producendo video e fotografie per compleanni o feste estive. O, ancora per il passaggio della banda o la celebrazione della messa. Ancora, faceva parte dell’associazione “Amica”, che si occupa di sociale e di assistenza anziani».

Gianfranco lascia la compagna Vanna Freddi, le figlie Elena e Rossella, i nipoti Mattia, Elisa e Andrea.

Il funerale si è svolto in forma ristretta a causa dell’emergenza dettata dal Coronavirus, nella mattinata di lunedì.

Il luogo dove c’era il negozio di fotografie storico vicino all’ospedale ha ripreso, nel corso del tempo, nuova vita.

«Ora, dove c’era lo storico esercizio, c’è l’ufficio brevetti di Alberto Gasparini, cugino di mio padre» conclude Elena. —



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