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Appello al sindaco Menani «Riapra il nostro cimitero»

Alfonso Scibona
Appello al sindaco Menani «Riapra il nostro cimitero»

Un gruppo di mamme che hanno perduto i propri figli scrive al primo cittadino «Non c’è pericolo di contagio, vogliamo tornare a visitare i nostri defunti»

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Alfonso Scibona / SASSUOLO

Parte da Sassuolo un appello per la riapertura dei cimiteri, una decisione che si attendeva ma che non è stata presa nell’ultimo decreto emanato dal governo Conte.

È un appello carico di sentimenti che esigono rispetto da parte di tutti: in questo momento soprattutto da chi si occupa di politica.

L'appello di cui si è fatto carico un gruppo di cittadini, ma si tratta più che altro di donne che hanno perduto i proprio figli, ed è rivolto al sindaco Francesco Menani. Viene anche esteso, per competenza, al governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai quali questi residenti si sono assunti l’onere di scriverre direttamente.

«Dico basta alla chiusura dei cimiteri – afferma Dilva Franchini, un'ex insegnante in pensione, che da 17 anni piange il suo unico figlio Andrea, morto a soli 27 anni – perchè in questa Italia ci siamo anche noi mamme che abbiamo diritto di andare in visita ai nostri cari che non ci sono più».

L’iniziativa si deve soprattutto a donne che hanno perso un figlio, una figlia, una tragedia che, da quel momento, le ha segnate per tutta la loro vita.

«Credo sia giusto – ha aggiunto Graziana Pietri – perchè non vedo che contagio possa avvenire in un posto come è il cimitero”.

Su questo punto diventa necessaria una precisazione. A Sassuolo ci sono diversi cimiteri piccoli, oltre a quello monumentale dove non avvengono sepolture da tempo, e gli accessi a quello nuovo sono davvero limitati, nei giorni feriali, a non oltre la decina, dozzina di persone. Un numero rappresentato, per il novanta per cento, da queste mamme o da qualche vedova.

«Si devono aprire i cimiteri», ha continuato Giovanna Venturelli, madre del nostro ex collega Andrea Gilioli, figlio unico, scomparso oltre due anni fa all’età di 25 anni.

« Abbiamo il diritto di andare dai nostri cari – ha detto poi Marcella Menetti – e io devo andare do ve è sepolto il mio “Chry”. Ho gli incubi di notte, non ne posso più e poi al cimitero non c'è molta gente e le tombe dei nostri figli sono anche distanti tra loro, non saremmo vicine nemmeno se lo volessimo».

Il sindaco Francesco Menani, chiamato in causa sui social, non si è sottratto alla discussione.

«Per i cimiteri – ha affermato il primo cittadino sul web – abbiamo già chiesto alla Regione come dobbiamo comportarci. Se fosse solo una mia decisione li avrei riaperti da tempo».

«Allora li apra sindaco - ha ribattuto Anna Maria Dilengite, anche lei da tantissimi anni frequentatrice del cimitero nuovo, dove è sepolto il figlio morto giovanissimo - perché lei se vuole può farlo. Lo faccia per noi mamme che siamo state colpite dalla morte che sì è portata via i nostri figli. Spero che ne terrà conto. Grazie sindaco per la disponibilità che dimostra verso i cittadini».

La conclusione ancora da parte di Marcella Menetti, che rinnova la richiesta al primo cittadino: «Sindaco contiamo su di lei – ha detto - e poi il cimitero di Sassuolo è grandissimo e c'è sempre pochissima gente che ci va, solo noi mamme “orfane di un figlio” e poco più: mi creda saremo brave, un saluto e via». —



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