Consiglio “a distanza” con polemiche aspre per la variante al “Rue”
PAVULLO
Consiglio comunale effervescente lunedì a Pavullo, a dispetto della modalità web a distanza. Il casus belli è stata l'approvazione della seconda variante al Rue, il Regolamento urbanistico edilizio. C'erano già delle premesse alla vigilia, perché venerdì i tecnici del territorio (13) hanno protocollato una lettera in cui chiedevano di ritirare il punto per poter approfondire i contenuti di un atto adottato senza adeguate occasioni di confronto, data l'emergenza Covid. La variante è stata approvata con il no di tutta l'opposizione, lasciando ampi strascichi.
«La mancata condivisione con i tecnici è un fatto molto grave – sottolinea Davide Venturelli – in un momento di difficoltà come questo bisognava adottare un iter che permettesse un dialogo costruttivo con i diretti interessati, non un'imposizione dall’alto. Negli anni scorsi questa amministrazione aveva guadagnato consenso proponendosi come trasparente e partecipativa: dispiace molto constatare come abbia fatto rapidamente marcia indietro. Grave anche il fatto che il vicesindaco, con delega all'Urbanistica, non abbia presentato il contenuto delle modifiche al Rue, ma abbia utilizzato tutto il tempo per fornire scusanti di fronte alla mancata condivisione di un provvedimento che contiene luci (colonnine elettriche) ma anche ombre (limitazioni per recupero di fabbricati rurali)». «Ci sono delle cose da fare in una situazione d'emergenza e altre da non fare – commenta Stefano Iseppi, capogruppo Pd-Torre – tra queste ultime senz'altro c'è portare in approvazione un documento di 200 pagine con uno spazio di illustrazione e discussione di 5 minuti. La variante era già pronta il 6 marzo, e anche allora senza un gran dialogo, se i tecnici hanno mantenuto il loro biasimo. Perché tutta questa fretta se si tratta di semplici adeguamenti alla normativa regionale? Il dubbio è che all'interno si siano inserite anche scelte di natura politica fatte da questa amministrazione. Se è così, ci chiediamo perché non dirlo. La lettera protocollata dai tecnici venerdì ci è stata inoltrata il martedì mattina alle 5, subito dopo la seduta. Quasi cinque giorni sono tanti per fare un semplice inoltro: capisco da questo tutte le difficoltà di organizzare un Consiglio web, senza peraltro la diretta che il terzo Comune più piccolo della provincia, Fiumalbo, è riuscito a fare».
D.M.
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