Ex Emiliana Rottami Proroga di 90 giorni per togliere l’amianto
La proprietà Macoglass-Sibelco spenderà 165mila euro per mettere in sicurezza l’area. Accordo con il curatore
SAN CESARIO
Un’altra proroga di 90 giorni per portare via i rottami d’amianto e ripulire l’intera area ex Emiliana Rottami dai pezzi rovinati o caduti delle tettoie in eternit che coprono le montagne di vetro in via Bonvino. In totale si tratta di una superficie grande poco meno di due campi di calcio che è stata gravemente danneggiata dalla tempesta del luglio scorso e su cui pendeva l’ordinanza dell’Usl, mai rispettata, per la bonifica.
Dopo tre rinvii e l’ultima proroga scaduta l’altro ieri, in Comune hanno pensato che la misura era colma. Del resto le minoranze ambientaliste avevano chiesto pubblicamente al primo cittadino come mai dopo sette mesi i lavori erano ancora a quota zero o quasi, anche se ufficialmente il ripristino si era fermato per il blocco dei cantieri a causa del Covid.
Di qui la decisione emersa con il sopralluogo del sindaco Zuffi assieme all’assessore Pancaldi dopo che nei giorni scorsi c’è stato un fittissimo scambio di telefonate con il curatore fallimentare del fallimento Emiliana Rottami.
Sul deposito satellite dell’ex Emiliana Rottami, rimasto per così dire orfano di decisioni visto che la Macoglass-Sibelco non ha voluto comprarlo dal fallimento, già erano oscuri i contorni delle competenze. Ieri però è stato disegnato un accordo quadro che dovrebbe svolgersi in tre tappe.
Il primo passaggio è quello della bonifica dell’amianto che verrà effettuata dalla nuova proprietà della vicina ex Emiliana Rottami. In altre parole Macoglass-Sibelco ha preventivato di spendere 165mila euro circa per mettere in sicurezza l’area in modo da permettere ai suoi camion di portare via i rottami di vetro, 120mila tonnellate in tutto, e avviarli assieme alle altre montagne di vetro di via Verdi alle fonderie del gruppo. Questo permetterà di superare la totale mancanza di liquidità dei proprietari dell’area, ovvero la società Omega riconducibile alla famiglia Goldoni, e di completare i lavori iniziali.
Quando il terreno, nel giro di pochissimi anni secondo il programma dei lavori di Macoglass, tornerà a essere libero e quindi vendibile, anche Bper Banca, che vanta un’ipoteca sull’area, farà un passo in più. Se cioè, al completamento dello sgombero dei vetri, il valore del materiale recuperato dovesse essere inferiore della spesa sostenuta per la bonifica, ecco che la differenza arriverà con il via libera della stessa banca che rinuncerà a una parte delle entrate per soddisfare Macoglass. Così i conti tornerebbero per tutti. —
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