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Coronavirus a Modena
Il confronto tra la Regione e Roma 

Il futuro dei centri estivi triage per i bambini e gruppi più piccoli

gib
Il futuro dei centri estivi triage per i bambini e gruppi più piccoli

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le proposte

Non solo investimenti, ma anche un piano imminente per aiutare i genitori. È questo uno dei crucci principali della Regione in vista della ormai imminente Fase 2. Come consentire ai genitori di lavorare senza dover “abbandonare” i bambini? Bonaccini ha annunciato che l’Emilia Romagna sta allestendo un piano per consentire ai centri estivi di aprire i battenti. Ci si dovrà coordinare con il governo ovviamente, con cui ieri c’è stato un confronto. Da una parte i ministri Elena Bonetti, Lucia Azzolina, Nunzia Catalfo e Vincenzo Spadafora, dall’altra Cristina Grieco (Assessore della Regione Toscana), coordinatrice della Commissione Scuola e Lavoro della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein. Le proposte arrivate dall’Emilia Romagna sono quelle di realizzare i centri estivi con piccoli gruppi con sempre gli stessi educatori per tutta la durata delle attività, uso delle mascherine, controlli all'ingresso per eventuali sintomi, grande attenzione all'igiene e priorità all'utilizzo di spazi aperti.

«Abbiamo discusso di alcune modalità possibili per svolgere in sicurezza i centri estivi- ha detto Schlein in assemblea legislativa - Abbiamo parlato ad esempio dell'organizzazione in piccoli gruppi, con sempre gli stessi educatori per tutta la durata delle attività». E poi «triage all’ingresso» per verificare l’eventuale presenza di sintomi e l’utilizzo di «dispositivi di protezione individuale e particolare attenzione all’igiene, soprattutto delle mani, e alla sanificazione degli spazi, privilegiando l’utilizzo di spazi aperti».

Pensare agli spazi pensati per i bambini in estate «non è un qualcosa di facile da realizzare in concreto», ha poi detto Bonaccini. «Servono distanziamento e dispositivi di protezione, e con i bambini non è qualcosa di banale: serviranno risorse consistenti». In ogni caso, «entro la prossima settimana presenteremo un piano come regione Emilia-Romagna e abbiamo bisogno di risorse e linee guida». Insomma quel cartellino rosso per il Governo sull’infanzia forse è stato rimesso nel taschino, in attesa di sviluppi. —

gib

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