«Perse già due collezioni La situazione è disperata»
«Non è in crisi soltanto la nostra azienda, ma tutto il nostro indotto: la situazione è disperata». Luca Facchini, titolare della Famar di Rovereto (Novi), non ha dubbi. «La gestione da parte del governo di questa emergenza ci ha messo in fortissima difficoltà. Il solo pensare a un contributo di 600 euro alle partite Iva, che peraltro devo ancora ricevere, quando si è di fronte a chiusure prolungate di aziende, è ridicolo» afferma l’imprenditore. E aggiunge: «Non abbiamo riaperto il 27 aprile e i dipendenti sono ancora in cassa integrazione anche se non hanno ancora visto un euro. Realisticamente, saremo fermi un altro anno: ormai abbiamo perso la Primavera/Estate, stiamo perdendo anche l’Autunno/Inverno. Abbiamo appena ricevuto un’ulteriore mazzata: un cliente giapponese ci ha annullato un ordine invernale. La riapertura del 27 aprile è fasulla: i negozi non riaprono fino al 18 maggio. Chi riforniamo fino a quella data?». —
S.A.
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