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GRAZIANO CARVELLI CARPI 

«C’è chi chiama in studio per augurarmi tanta salute»

«C’è chi chiama in studio per augurarmi tanta salute»

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«Ricevere una telefonata: “Buongiorno dottore, ho telefonato solo per augurarle tanta salute, abbiamo bisogno di lei”, è indubbiamente segno di stima e di affetto e fa enormemente piacere. Del resto arrivare un lunedì mattina in ambulatorio, indossare guanti, mascherine e affiggere l’avviso che è iniziata l’epidemia “Covid-19” mentre i pazienti ti guardano sbigottiti, chi lo avrebbe mai detto... Il 24 febbraio, noi medici di famiglia abbiamo dovuto cambiare la gestione del nostro ambulatorio per poter tutelare i nostri pazienti e il nostro personale. Il telefono è diventato uno strumento indispensabile: non solo per problemi di salute, ma anche per problemi sociali. Abbiamo aiutato pazienti soli, senza lavoro che chiedevano aiuto e consigli alla persona che li segue da anni. Io per loro sono uno di famiglia. Sicuramente nulla sarà come prima, ci stiamo preparando alla fase due per affrontare ancora al meglio i bisogni dei nostri pazienti». —



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