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Cna chiede aiuti concreti e di anticipare le riaperture

A.S.

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Cna prende posizione sulla difficile situazione venutasi a creare tra gli associati dopo l’ultimo decreto del governo. «Abbiamo cercato di stare vicino ai nostri associati, imprenditori artigiani e commercianti – dice il direttore Saverio Marmo - che oltre al fardello della chiusura si sono trovati di fronte ad una fase due appesantita anche a livello di applicazione delle regole burocratiche. È necessaria una cabina di regia che uniformi la ripartenze con regole chiare e uniche a livello dell’Unione dei comuni del distretto».

«Noi imprenditori - aggiunge il presidente territoriale Lapo Secciani - siamo stati obbligati a interrompere l’attività, non per mancanza di lavoro o per incapacità imprenditoriale, ma per scelta del Governo, come misura di contenimento dell’epidemia causata dal Covid-19. Ad oggi un’impresa su due deve fare ricorso al finanziamento fino a 25.000 euro garantito al 100% dallo Stato e tanti, troppi professionisti ancora non si sono visti accreditati i 600 euro del mese di aprile; a due mesi dall’inizio del lockdown questo è inaccettabile, soprattutto se pensiamo che attività come quelle operanti nel settore del benessere, della ristorazione o dei servizi alla persona si sono visti prolungare le chiusure di altre 3 settimane». «Chiediamo che vengano anticipate - specifica ancora Marmo - le riaperture delle attività di acconciatura estetica, degli esercizi di somministrazione di alimenti, così come i cantieri edili privati. Auspichiamo anche forme di contributo a fondo perduto per le aziende, poiché l’indebitamento imposto dallo Stato in questo momento, non può essere una soluzione che garantisca il mantenimento delle nostre tante attività di piccola e media impresa». —

A.S.

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