Gazzetta di Modena

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GIAN LUCA FERRI trattoria ALDINA 

«Inevitabili i licenziamenti No a divisori stile carcere»

«Inevitabili i licenziamenti No a divisori stile carcere»

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«Con Gaetano, cuoco di Aldina nonché mio socio, stavo proprio ragionando in merito all’asporto. Sì, è un servizio su cui vogliamo puntare molto. Con un menù un filo ridimensionato. Lasagne, cannelloni…insomma, i primi piatti che sono la nostra forza. E poi anche tutti i secondi. I tortellini in brodo? Mah, non mi pare si prestino granché al trasporto. Ci sentiamo abbandonati, privi di qualsivoglia tutela. Hanno lasciato la nostra categoria senza una luce. Andremo incontro ad esuberi e licenziamenti spaventosi. Parlano, parlano, parlano e le tasse restano. Tutto uguale, come prima di Covid. Poi però dicono che quando riapriremo tutto dovrà cambiare. Ma come? Con le lastre di plexiglass per separare i clienti? Non scherziamo! Lungi da noi la volontà di eludere le indispensabili norme di igiene, ma uno non può andare al ristorante e ritrovarsi nel parlatorio di un carcere. La trattoria conta settanta coperti. Coperti che, nel rispetto della distanza di sicurezza, diverranno trenta. E intanto continuano a posticipare». —



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