«La telefonata più bella? Dottoressa, mi dimettono»
«Sono state settimane al limite del surreale. Nei pazienti ho trovato piena collaborazione per le nuove modalità di contatto, con visite ridotte al minimo, data l’esigua disponibilità di dispositivi di protezione individuale, introvabili. L’ambulatorio svuotato ma il telefono letteralmente impazzito. Giornate intere a parlare con i pazienti, al loro fianco, dalla sorveglianza dei primi sintomi sospetti, all’attesa dell’esito dell’agognato tampone, al monitoraggio della terapia a domicilio e alla decisione della necessaria ospedalizzazione. Poi al telefono con i colleghi di medicina generale, in un confronto continuo, con i colleghi ospedalieri, per il costante aggiornamento delle condizioni dei ricoverati e con i familiari dei pazienti in ospedale, a loro volta in isolamento. La telefonata ad ora più bella? “Dottoressa, oggi vengo a casa, mi dimettono”, ricevuta dalla mia prima paziente positiva, giunta fino al reparto di terapia semintensiva». —
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