«Non tirerò giù la serranda E mi batterò per i ragazzi»
«Sono innamorato del mio locale, dei miei dipendenti, di Modena, della mia famiglia. Guardo il centro storico deserto e mi piange il cuore. È desolante. Ma quello che fa più male è questo totale smarrimento. Siamo così indifesi, così disorientati. Non sappiamo se dobbiamo togliere dei tavolini, non sappiamo nulla. Mascherine, guanti…non è questo il problema. Il punto è che devono darci un minimo di certezza: fate questo, fate quest’altro e aprite. Io ho una discreta età ma non ci penso proprio a tirare giù la serranda. Di base rimango un ottimista. Nella mia vita ho sempre combattuto e continuerò a farlo. Soprattutto in nome dei ragazzi che lavorano con me e che hanno famiglia, che devono pagare l’affitto o il mutuo. E che ora hanno finito le ferie. Vediamo se riusciamo a metterli in cassa integrazione. Ma chi non potrà riaprire? La disoccupazione arriverà come un’incredibile mazzata. Se penso alle agenzie che ci mandavano i turisti…Sino al prossimo anno non ne vedremo neppure l’ombra». —
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