«Serve una linea guida Il 50% a rischio chiusura»
«Fiori ovunque…questo giardino è un capolavoro. Eccome se me ne prendo cura! Deve diventare più bello di prima. Quando la gente tornerà, voglio che si senta bene. Che si butti alle spalle l’orribile momento vissuto. Che cosa chiedo allo Stato? Direttive chiare. Solo con una linea guida puntuale, ora del tutto assente, potremo agire di conseguenza. All’interno, nonostante abbia tolto già due tavoli, non ho a disposizione molto spazio. Di contro, il giardino garantisce una bella distanza. Il take away? Non lo prendo in considerazione. Primo perché non risponde alla filosofia del Caminetto, secondo perché il gioco non vale la candela. Il locale è in posizione troppo decentrata. La mia fortuna è che non pago l’affitto. I dipendenti? In cassa integrazione. È impensabile restare chiusi per mesi e poi riprendere come se nulla fosse. Mi sa che il 50% dei ristoranti non sarà in grado di aprire. Io, oltre ad aver sanificato più volte, ho investito parecchie risorse nell’acquisto di ogni sorta di protezione». —
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