Gazzetta di Modena

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mirandola. l’assessore giuseppe forte  

Tasse comunali, meno 3 milioni e moratoria sui pagamenti

Saverio Cioce /MIRANDOLA

«Sino a fine emergenza non colpiremo con penali chi non paga l’Imu a giugno  Da ottobre in poi i versamenti. Faremo ricorso all’avanzo di bilancio del 2019» 

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Bollette per i servizi comunali in arrivo ma senza sanzioni in caso di pagamento. Fino a settembre almeno se i progetti governativi diventeranno norme scritte nero su bianco. Per questo la giunta e l'assessore competente mandano un avviso alla cittadinanza: nessuna persecuzione in caso di mancati pagamenti, vista la fame di liquidità di famiglie e imprese.

È questa la linea sostenuta dall'assessore al Bilancio che tra l'altro fa due conti con il buco nelle risorse per quanto riguarda il giro finanziario delle spese comunali.

«Pagheremo puntualmente i fornitori – dice Giuseppe Forte – ma vista la crisi economica non rincorreremo certo i mirandolesi per la tassa sui rifiuti e quella sugli immobili. Vorrei mandare un messaggio preciso: come altri Comuni anche noi chiediamo a tutti pagare, ma fidandoci del senso di responsabilità dei singoli. Chi può paga il dovuto, come per le cartelle dell’Imu in scadenza il 16 giugno; chi non ce la fa economicamente potrà prendersi di tempo sino alla fine dell'emergenza».

Una scadenza, quella del “fine emergenza”, per ora solo ipotetica viste le voci che si rincorrono tra Roma e il resto d'Italia, ma che molti indicano attorno al 30 settembre. Quindi toccherà al capo del governo dichiarare la cessazione dello stato di crisi, con un apposto decreto, dopo il quale ogni rinvio avrà una scadenza determinata. Per questo l’assessore Forte non ha ancora potuto, come tanti altri colleghi, mettere un cerchietto sul calendario.

Ma a quanto ammonta il buco finanziario nelle casse del Comune di Mirandola se veramente tutti i contribuenti smettessero di pagare le tasse e le imposte locali in scadenza tra maggio e giugno?

«Stiamo facendo una serie di controlli – replica l'assessore Forte – ma per l’Imu direi che su un gettito totale di circa 10 milioni, la parte che va al Comune di Mirandola è di 5,6 milioni. Però, tecnicamente, non si tratterà di un buco, cioè di un deficit per mancate entrate; il dovuto dovrà comunque essere saldato da ottobre in poi. Inoltre non sappiamo quanti mirandolesi decideranno di pagare subito e quanti sceglieranno di aspettare il termine ultimo della dichiarazione di cessato allarme. Per capirci: le scadenze sono ancora tutte da scrivere ma intanto è possibile programmare, per quanto possibile, entrate, uscite e accantonamenti. Nessuno ha la soluzione in tasca». E nelle casse comunali quanto c'è a disposizione per evitare di ricorrere ai prestiti bancari, con le anticipazioni sui pagamenti? «Questo non sarà un problema, non esiste – incalza Forte – Abbiamo un avanzo di bilancio di 9 milioni di euro dal 2019 e quindi potremo attingere a questi fondi anche per spese improvvise. Per il resto la manovra di bilancio prevede una serie di aggiustamenti e di rinvii delle spese. Lo ripeto: la scelta di non tartassare i cittadini con le scadenze rinviate per i pagamenti non è stata presa all'improvviso: è stata studiata e valutata. Non ci saranno ripercussione. Nessun aumento ulteriore delle tasse per rientrare degli interessi, anzi». L'assessore Giuseppe Forte scandisce e ripete questi concetti anche se dal tono di voce pare di capire che non gli dispiacerebbe poter limare qualche imposta, anche perchè alcuni servizi sono stati molto ridotti. È il caso ad esempio dei rifiuti: alcune aziende chiuse, anche i ristoranti, i negozi e altri esercizi praticamente non hanno prodotto nulla per quasi due mesi. Ma bisognerà prima fare i conti con Aimag. —



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