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mirandola. impegno sociale 

Buoni spesa, 126 mila euro per le 560 domande di persone in difficoltà

Saverio Cioce
Buoni spesa, 126 mila euro per le 560 domande di persone in difficoltà

L’impegno dei Servizi Sociali è l’aiuto a chi non ha alcuna  forma di reddito in famiglia Anche un gruppo di genitori  a sostegno delle partite Iva

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MIRANDOLA

Una voragine anche a Mirandola quella della povertà strisciante per il Coronavirus.

Quando in Comune hanno fatto i conti si sono trovati alle prese con circa 560 domande che corrispondono, secondo le valutazione fatte in giunta, a circa 255 nuclei famigliari. Una cifra importante per Mirandola, se messa a confronto con i quasi 24 mila cittadini, anche perchè più del 90% delle richieste arrivate proviene da persone prima sconosciute ai servizi sociali. Le contenute dimensioni della cittadina e un’economia fatta di aziende hi tech del biomedicale, proiettate in una dimensione internazionale, e una forte componente agricola, molto meccanizzata, avevano convinto tutti che di grandi problemi economici non ce ne fossero, almeno per quanto riguarda il mettere insieme due pasti al giorno.

Ma la bufera del Covid 19 ha sparigliato le carte in tavola. La chiusura a catena di molte attività nel campo dei servizi e della ristorazione, dove molti lavorano per arrivare a fine mese, ha innescato una paralisi a catena.

Di qui la scelta del Comune di indirizzare le risorse in maniera oculata, mettendo in secondo piano quei nuclei che già usufruiscono di qualche forma di reddito. Dei 126 mila euro stanziati dai provvedimenti governativi per Mirandola 80mila sono stati già spesi. E 15 mila sono andati a Porta Aperta, l’organismo della Caritas che in sede locale distribuisce ogni settimana i pacchi spesa. Quanto alle cifre erogate si parte sostanzialmente da 75 euro a persona a settimana, incrementate per i componenti del nucleo famigliare: non si tratta di grandi cifre alla fine, al massimo 350 euro al mese per famiglia, ma sono quelle che sono decisive. Il meccanismo dei buoni spesa è quello che permette di garantire il pagamento dei generi alimentari; è stato adottato pure da un gruppo di mirandolesi, una quarantina in tutto, che si sono attivati per raccogliere fondi e distribuirli con i tagliandi da 25 euro l’uno.

«C'è una fascia di persone in fortissima difficoltà, le piccolissime partite Iva ad esempio. Con le chiusure obbligatorie per Covid non arrivano a fine mese – spiega Luigi Zottoli, coordinatore di “Fcscigghiese” - Piccoli artigiani e commercianti con l’acqua alla gola con i pagamenti e che magari telefonano ai loro clienti per proporre l'acquisto di materiale che hanno in negozio. Non abbiamo la pretesa di risolvere tutti i loro problemi, ma vogliamo dare una mano. Finora abbiamo distribuito un’ottantina di buoni spesa, raccogliendo 2.000 euro con un autofinanziamento; altrettanti ne metteremo insieme in breve tempo. Con una raccolta fondi abbiamo donato altri 4 mila euro con il Rotary per donare all’ospedale di Mirandola un complesso di caschi respiratori per 13 mila euro, grazie anche ad aziende della zona. Noi da alcuni anni ci troviamo insieme perchè i nostri figli giocano a pallone e lo sport è la molla che ci tiene uniti. Abbiamo organizzato “Birrandola” e con il ricavato organizzato tornei giovanili di calcio. Nei prossimi giorni ci troverete nei supermercati a Mirandola per raccogliere generi alimentari: la metà andrà a Porabbiamo ta Aperta e un'altra metà la distribuiremo noi». —



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