«In strada da ventidue anni La situazione è tragica»
«Nel mio taxi ho tutto l’occorrente per disinfettare e tenere sempre pulito il mezzo: maniglie esterne ed interne, poggiabraccio, ma anche lo stesso seggiolino davanti che è importantissimo, anche se il cliente non ci può più salire, perché è lì che si fa forza quando sale. Faccio il taxista da 22 anni e questo per chi fa il mio mestiere è un periodo tragico: si esce per offrire il servizio sperando di guadagnare qualcosina ma il lavoro è decisamente traballante. È calato, secondo me, almeno dell’80 per cento. L’organico è ridimensionato perché alcuni per scelta personale hanno deciso di restare a casa. Con quelli rimasti ruotiamo per potere lavorare un po’ tutti, facciamo delle mezze giornate a turno ma rimaniamo a casa comunque due o tre giorni completi. Per noi le corse quando vanno bene sono cinque o sei al giorno e con i clienti adesso il 90% dei discorsi va a finire sul Coronovirus per capire come vanno le cose oltre casa nostra». —
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