Caritas di Reggio a Menani: "Nessuna multa per elemosina a Sassuolo, ma quella norma va cambiata"
SASSUOLO. "Non c'è stata nessuna donna multata a Sassuolo per aver fatto elemosina". a precisarlo è la Caritas di Reggio che così ritorna sulla vicenda venuta alla ribalta il 1° maggio in seguito ad un post del presidente Isacco Rinald che, evidentemente poco chiaro nella sua esposizione, aveva lasciato intuire - anche a noi che l'abbiamo titolato - che a Sassuolo fosse effettivamente stato comminata la prima multa.
"La nota del Direttore della Caritas reggiana - spiega la nota della Caritas - si riferisce alla modifica del Regolamento comunale e il testo è molto chiaro (non canonicamente scritto, ma è un periodo ipotetico della possibilità): “Così potrebbe rispondere la vecchietta all’agente di Polizia Municipale di Sassuolo dopo aver allungato 2 euro di elemosina ad un questuante ed essersi, per questo, vista comminare una sanzione da 56 euro”. Al di là dell’errore interpretativo, il fatto che non sia ancora stata comminata una multa, non cambia minimamente il merito della questione. Per la Caritas di Reggio Emilia rimane una modifica grave per la cultura sottesa e per la limitazione della libertà personale".
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“Se sbagliamo – dice il Sindaco Menani – è giusto criticarci” … sì, lo ribadiamo, questa modifica al Regolamento, per noi, è sbagliata e la critica rimane confermata. E il confronto si potrebbe fare nel merito della questione e non cambiando discorso in base a un titolo errato di giornale. Vorremmo, inoltre, cogliere l’occasione per rinnovare un invito al dialogo e a un congiunto impegno nel sostenere le tante persone che si trovano in povertà e che, purtroppo, stanno notevolmente crescendo a causa della pandemia. L’obiettivo che ci poniamo come Caritas e come Chiesa è quello di rimuovere le cause della povertà e non di criminalizzare chi la vive o chi prova ad alleviarne le conseguenze. Saremmo molto lieti di trovarci seduti ad un tavolo comune per discutere di quali misure adottare per raggiungere questo obiettivo. Come Caritas stiamo profondendo ogni sforzo in tal senso e vogliamo continuare con la collaborazione di tutti gli uomini e donne di buona volontà, al di là del credo politico, della religione professata o del colore della pelle".
Da parte nostra confermiamo che il comunicato del 1° maggio era scritto in modo poco chiaro e tale da farci cadere in inganno. Cosa accaduta a noi come ad altre testate. Dell'errore ci scusiamo con i lettori e i diretti interessati.
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