Gazzetta di Modena

Modena

MODENA ALESSANDRO SPORTARO 32 ANNI 

«La mia voce dal citofono segnale di normalità»

«La mia voce dal citofono segnale di normalità»

1 MINUTI DI LETTURA





«Dal 9 marzo tutto è cambiato. Quando lavoro abbandono i pensieri e le paure che adombrano la mia mente. Tra le tante saracinesche abbassate, avverto la mancanza delle voci dei bambini della scuola elementare, l’assenza di Khalid, il portiere del civico 336, o della signora Luciana del 142 che sta tutti i giorni sul balcone ad aspettarmi. La mia voce, con il mio ruolo di portalettere, passa attraverso il citofono e diventa indicatore di rassicurazione e conforto ma soprattutto rimarca quel patto sociale tra azienda e territorio che in questo momento si rafforza. Non solo assenze in questa strana quotidianità ma anche legami forti: a un metro di distanza, con Patty, l’amica tabaccaia del civico 61 o con la dolce signora Adua del civico 186. Non manca una battuta scambiata con don Paolo, parroco del quartiere, mentre concordiamo dal balcone la consegna di una raccomandata. E dopo l’ultima consegna, risalgo sullo scooter e rientro in ufficio; scambio qualche parola con i colleghi e mene vado. E domani è uguale». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google