«Senso di appartenza e solidarietà tra colleghi»
«Qualcuno ha detto che mettevamo ansia nel suggerire le indicazioni di sicurezza: abbiamo cercato di spiegare che la nostra preoccupazione era quella, ancor prima di tutelare noi stessi, di proteggere i nostri clienti, i quali ci hanno apprezzato anche con la mascherina, facendoci notare che così si mettevano in risalto gli occhi. Mai come in questo momento, infatti, è azzeccato il modo di dire “parlare con gli occhi”, vista la difficoltà di capirsi a parole, a causa della mascherina che copre la bocca. Il saluto o il conforto, che prima si cercava di esprimere con un sorriso o una stretta di mano, adesso viene sostituito dall’espressione degli occhi. Alla fine del turno si è semplicemente più stanchi. Nonostante la situazione oggettivamente difficile, quello che è emerso è un sentimento di solidarietà tra i colleghi e soprattutto senso di appartenenza nei confronti dell’azienda, perché, nonostante la paura, innegabile, nessuno si è tirato indietro». —
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