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Udi, avanti con la raccolta firme: «L’eccellenza va tutelata»

L.g.

La responsabile nazionale Laura Piretti: «Virus a parte,  il progetto di dismissione della gestione diretta è in atto da tempo» 

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«L’Udi di Modena rinnova l’impegno per la raccolta di firme “i nidi non si toccano”, con la quale si chiede al sindaco e all’assessore all’Istruzione di recedere dall’intenzione di esternalizzare altri nidi a gestione comunale».

A dirlo è Laura Piretti, modenese responsabile nazionale dell’associazione, che dice così un nuovo “no” alla possibile cessione ai privati di due nidi comunali. «Il sindaco invita tutti a non avere nostalgia - spiega Piretti - invece noi di nostalgia ne abbiamo tanta, soprattutto nostalgia di quella diffusa consapevolezza attorno ai nidi, alla loro importanza e valore, che ha impreziosito la nostra città. Con la raccolta di firme in corso si è anche aperto uno spazio di dibattito sui giornali e sui social - ricorda l’associazione - al quale hanno contribuito persone a vario titolo competenti in materia, la Cgil, operatori di oggi e di ieri. Si è creato un ampio fronte di contestazione rispetto a queste scelte che, in ogni caso, vanno ancora sottoposte ad un leale confronto con la cittadinanza oltre che ad un dibattito in Consiglio.

Bisogna fugare infatti l’impressione che sull’onda delle difficoltà dovute al Coronavirus - mette in chiaro la responsabile Udi - si porti avanti il progetto, in atto da tempo, di dismettere da parte del Comune la gestione diretta di tutti i nidi pubblici». L’Udi fa quindi notare che «eventuali aggiustamenti, dovuti al Coronavirus ma non solo, di orari, servizi, aperture e accesso non hanno come unica risposta l’esternalizzazione dei servizi stessi. Comunque gli organici vanno reintegrati prima di decidere che l’assetto attuale non è e non sarà sufficiente. Nessuno vuole che tutti i nidi siano comunali - precisa quindi l’associazione - ma non si può volere il contrario. I nidi comunali sono meno della metà della somma dei privati e dei convenzionati. Inoltre, come osserva giustamente la Cgil, se il sistema integrato funziona, uno squilibrio, fino all’azzeramento del pubblico, di fatto chiude anche l’esperienza del sistema integrato stesso. La qualità dei privati convenzionati - incalza Piretti - di cui il Comune rimane garante, può esserci davvero solo se il Comune gestisce anche direttamente dei modelli di questa qualità che deve assicurare, altrimenti tutto si esaurirebbe in moduli e certificazioni astratte, fino a inevitabilmente perdersi. La professionalità, la formazione del personale dei nidi comunali, risponde ad un progetto pedagogico che va esemplificato, praticato, e non solo descritto». L’associazione chiude quindi ricordando che «l’eccellenza, soprattutto se riguarda “la cosa pubblica”, va salvaguardata e potenziata nei momenti difficili, non il contrario». —

L.g.

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