Dieci furti in una notte Grazie a tracce del Dna viene scoperto dopo 8 anni
Prese di mira una palazzina ma poi fu autore di altri colpi Un sopralluogo, quindi gli esami degli esperti del Ris e il raffronto più recente con la banca dati
Guai a pensare che anche dopo anni non ci sia chi, tra le forze dell’ordine, sta indagando per capire chi era l’autore dei colpi. Soprattutto se in serie, a raffica. Talmente eclatanti da mettere in fibrillazione una intera comunità che era finita nel mirino del ladro o di quel che si credeva più malviventi.
Otto anni dopo i carabinieri della Compagnia di Sassuolo, invece, passo dopo passo sono riusciti a individuare quello che è ritenuto l’autore di numerosi furti commessi nel 2012.
Alla fine di quell’anno, accadde infatti, che a Sassuolo, in una sola notte furono commessi più di dieci furti. Il ladro, che evidentemente conosceva bene la zona dove colpire, prese di mira un intero complesso residenziale, tra appartamenti e garage. Poi riuscì a volatilizzarsi appartemente nel nulla. Ma i carabinieri in silenzio iniziarono le indagini. Partendo da un accurato sopralluogo in cui gli esperti dell’Arma repertarono delle tracce ematiche che poi furono trasmesse al Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma. E dall’analisi di quelle tracce ematiche partì una seconda fase delle indagini che grazie agli esami di laboratorio consentirono agli esperti del Ris di Parma, comandato dal colonnello Giampiero Lago, e in particolare attraverso la sezione Bilogia del ten. col. Alberto Marino, permisero di estrapolare un profilo genetico riconducibile all’autore. Il risultato è che si trattava di un uomo ma all’epoca dei fatti ignoto. Sconosciuto nel 2012 semplicemente perché non era ancora operativa la Banca Dati Nazionale del Dna.
Come detto, però, nessuno al comando dell’Arma ha però mai dimenticato quella indagine e quanto si era riusciti a ricostruire grazie a quelle tracce ematiche che, in qualche modo riportavano al Dna del ladro seriale. Le indagini sono andate avanti e grazie al mosaico ricomposto dal Ris di Parma in questi giorni si è riusciti a dare un nome a quel campione biologico che il sopralluogo dove il ladro aveva colpito a raffica, aveva permesso di raccogliere. E si è arrivati ad individuare la persona all’epoca rimasta ignota, che invece otto anni dopo si è vista arrivare davanti la porta di casa i carabinieri che gli hanno notificato la denuncia.
Sempre i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia sassolese, nel corso di un servizio perlustrativo, hanno denunciato un moldavo 33enne per guida senza patente e guida con patente contraffatta.
Fermato durante un controllo di routine, i militari si sono accorti che il documento di guida del moldavo aveva delle anomalie. Gli approfondimenti effettuati sul documento hanno permesso di scoprire che la patente esibita era falsa. —
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