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Nuove figure professionali 

Paola Camellini, ecco la “counselor” «Ora è meglio non avere altre regole»

alice benatti

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l’intervista

alice benatti

Prendi un virus e immaginalo diventare una grossa lente di ingrandimento per alcune situazioni fragili. A casa si respira la voglia di evasione, gli adolescenti si sentono in gabbia, gli adulti faticano a gestire la nuova quotidianità dei figli e per le coppie in crisi (e non solo) spesso basta una banalità per entrare in conflitto. Per alcuni il problema sono le ansie anticipatorie sul futuro che sottraggono concentrazione e ore di sonno, per altri lo è la battuta d’arresto forzata alla loro iperattività. È la fotografia scattata dalla counselor Paola Camellini, professionista della relazione d’aiuto che ora ha spostato le sedute con i suoi clienti in videochat. Ma chi è, innanzitutto, il counselor?

«A differenza dello psicoterapeuta non propone soluzioni ma agevola il cliente nel processo di decisione responsabile aiutandolo ad aiutarsi nel pieno rispetto dei propri sentimenti, del proprio vissuto e dei propri tempi – spiega la Dott.ssa Camellini – quello che a distanza continuo a dare ai miei clienti è l’ascolto attivo, personalizzato, e devo dire che la videochiamata si avvicina molto alla seduta tradizionale perché ci si continua a guardare negli occhi, a ridere insieme, a piangere».

Il virus è diventato l’argomento centrale delle sue sedute e non è mancato il supporto a persone che lo hanno conosciuto da vicino, con famigliari sedati e intubati. Ma non solo, perché, anche se in modo diverso, l’isolamento forzato ha creato disagio anche a chi era abituato a una vita frenetica piena di mille “devo” e ora deve imparare a vivere nel difficile “qui e ora”.

«In questo momento abbiamo già mille regole e per alcuni metterne altre sarebbe un ulteriore appesantimento. Adesso non hai voglia di fare ginnastica? Allora non farlo. Ora non ti va di lavare i pavimenti? Non farlo. Poi ci sono altri, invece, che per affrontare queste giornate hanno bisogno di stabilire una routine», dice Camellini. Poi il consiglio: «Questa situazione può essere l’opportunità per riordinare la sequenza della propria scaletta mentale da ‘faccio, così ho e così sono’ a ‘io sono questo, poi faccio e solo dopo ho’. Strutturarci in funzione di ciò che siamo davvero potrà davvero servirci per tutta la vita».

Un altro counselor (e personal coach), Piero Mazza, autore del libro “Io posso. Manuale di semplicità per adulti incasinati”, pone l’attenzione su come la permanenza obbligata in casa ha creato o potenziato le problematiche delle coppie, nelle quali l'aumento della critica genera maggiore conflitto.

«Prima le persone distribuivano meglio lo stress e la tensione, oggi la condivisione è diventata più problematica e il rischio di conflitto è dietro l’angolo – dice Mazza – due volte a settimane faccio delle dirette Facebook nelle quali, partendo da alcune citazioni del mio libro, affronto i temi che ritengo più utili in questa fase e che in un primo momento mi sono stati segnalati dai clienti».

Interessanti gli esercizi pratici che propone per far funzionare il matrimonio con i quali, dice, non vuole alimentare né la curiosità per una presunta formula magica (che non esiste) né la diffidenza sfidante di chi legge a confermare a sé stesso che tale formula, ancora una volta, non è stata scoperta. Vediamone uno.

«Una corretta modalità comunicativa è fondamentale ma spesso ognuno racconta i fatti in forma giudicante e questo metodo del ‘tu non fai’ genera un giudizio che impone all’altro una risposta automatica, la chiusura, che genera il conflitto. Provate per una settimana a dirvi le cose comunicando esclusivamente attraverso l’io o ‘a me’ ». —



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