«Tutto chiuso, ma abbiamo lavorato senza lamentarci»
«Mi sono trovato da un momento all'altro con la metà dei clienti chiusi, con tutti gli associati a disposizione per lavorare e nello stesso tempo alcuni clienti della filiera agro alimentare che ci chiedevano la continuità di servizio. Dovevo soddisfare il cliente ma nello stesso tempo dovevo chiedere ai trasportatori di effettuare giri di consegne che sicuramente a conti fatti risultavano in perdita in quanto non era sempre possibile riempire il camion. In ogni caso la cosa più grave è stata dover organizzare viaggi in cui l’autista doveva stare fuori per due o tre giorni, con una Italia completamente chiusa, senza bar e ristoranti aperti, con autogrill contingentati, e con la totale chiusura dei servizi come bagni e docce, non solo pubblici, ma anche presso le aziende che, visto il Decreto, impedivano l'ingresso agli autisti nei magazzini anche solo per un caffè o per andare in bagno a lavarsi le mani. Questo è stato scandaloso, ma nonostante tutto si è sempre lavorato senza lamentarsi». —
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