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pavullo, iseppi punge il pd sull’urbanistica 

«Fallimento? Incassati 3 milioni solo nei primi tre anni di governo»

D.M.

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PAVULLO.

«Sono sotto attacco da una settimana per la variante al Rue approvata in Consiglio ma non ho ancora capito dal Pd pavullese, nel merito, cosa non va nelle disposizioni adottate. E francamente credo che in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, l'ultima cosa di cui ha bisogno la comunità è di polemiche fini a se stesse: per quanto mi riguarda, è l'ultima volta che ribatto sul tema».

Così il vicesindaco con delega all'Urbanistica Daniele Iseppi, a fronte del nuovo affondo lanciato dai dem pavullesi sul provvedimento adottato nella turbolenta seduta di lunedì scorso.

«La generica accusa di “non fare nulla” in questi anni ce la siamo sentita arrivare dal Pd un pò in ogni ambito - osserva - Credo che questa pochezza di argomenti abbia stancato anche i pavullesi. Che invece hanno potuto constatare dati di crescita inconfutabili, come quelli su turismo e occupazione. Mi chiedo come si possa sostenere un'accusa di mancata trasparenza sulla variante quando il venerdì prima del Consiglio è stata adottata la modalità di comunicazione più aperta possibile: una Commissione in cui per due ore è stato sviscerato tutto, rivolta non solo ai capigruppo ma a tutti i consiglieri».

Iseppi ribadisce poi che nella fase di pubblicazione della variante sarà possibile, anche da parte dei tecnici del territorio, presentare osservazioni «a cui sarà prestata particolare attenzione». «Quanto all'accusa di fallimento - riprende - rispondo con un dato: quello degli incassi da oneri urbanistici, che sono il termometro dell'attività. In tre anni, dal 2016 al 2019, sotto la nostra amministrazione gli uffici hanno incassato 3 milioni, mentre in tutti i cinque anni della scorsa legislatura si era arrivati a poco più di 2. Noi siamo a un milione in più già adesso, poi si vedrà cosa porterà questo 2020. Vuol dire non solo aver pianificato, ma aver creato concretamente le condizioni per investire e costruire. Introitando risorse da reinvestire poi in progetti fondamentali per la comunità, a partire da piscina e scuole. I pavullesi sanno giudicare al di là di quel che il Pd vuol far loro credere: lo hanno fatto nel 2016 e sapranno farlo nel 2021».

Quindi una chiusura manzoniana. «Il Pd - conclude - mi ha paragonato a Don Abbondio, personaggio che, coraggio a parte, è uno dei più riusciti della nostra letteratura, un protagonista. Il Pd pavullese a me fa invece venire in mente Donna Prassede: una comparsa che aveva poche idee, ma a quelle poche era molto affezionata». —

D.M.

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