I commercianti di “Carpi c’è” «Pronti allo sciopero fiscale»
In 130 hanno manifestato davanti al Municipio. «Azzerare Tari, Tosap e Cosap e rimodulare aliquote»
I commercianti di “Carpi c’è” sono scesi in piazza per chiedere «liquidità immediata per andare avanti, regole chiare sulla riapertura, perché la situazione è più che drammatica. Siamo pronti allo sciopero fiscale». Circa 130 esercenti ieri mattina hanno consegnato simbolicamente le chiavi del proprio esercizio commerciale al sindaco Alberto Bellelli, davanti al Comune. Una manifestazione composta ma molto determinata per affermare il proprio diritto a ricevere risposte e sostegno. «Le nostre aziende hanno bisogno di liquidità immediata per pagare i dipendenti e fornitori – spiega Tiziano Vignaroli, della Stazione del gusto - Dobbiamo capire come aprire e servono regole ben precise. Abbiamo bisogno di molta chiarezza. La situazione è drammatica: due mesi di chiusura sono tanti. Gli affitti sono stati pagati e abbiamo continuato a mandare avanti la nostra quotidianità. Ora ci serve una mano: non siamo solo negozi, siamo parte vitale della città. Abbiamo nominato “custode” delle nostre chiavi il sindaco perché si è dimostrato sensibile a noi». “Carpi c’è” ha consegnato una missiva al primo cittadino. “Ci siamo ritrovati con nessuna arma per combattere la nostra battaglia, da soli di fronte al mercato, Davide contro Golia e come noi e con noi, tutti i nostri dipendenti anche loro ad oggi senza niente – scrivono nella lettera - Contro tutta quest’assenza, in accordo con altre migliaia di attività italiane abbiamo deciso di chiedere alcune operazioni per salvare le nostre aziende, se non dovessero essere accettate siamo pronti ad uno sciopero senza precedenti, certi e convinti che i 600 euro mensili e i 25000 euro del “Salvabanche” non possono essere considerati assolutamente di nessun sostegno concreto alla nostra situazione. All’amministrazione chiediamo l’azzeramento della Tari da quando abbiamo chiuso a quando riapriremo. L’azzeramento di Tosap e Cosap dalla chiusura alla riapertura per tutte le attività fisse o su suolo pubblico; la sospensione di adempimenti burocratici per gli allestimenti esterni di pub, ristoranti, bar e così via. Chiediamo poi la sospensione dell'acconto Imu e la rimodulazione delle aliquote”.
Il sindaco Bellelli si unisce agli esercenti nel chiedere «linee chiare al Governo. La loro angoscia è anche la nostra. Ho assicurato loro che abbiamo la loro emergenza e quella sociale sul tavolo. Per fare defiscalizzazione dovremo rinunciare a una serie di attività che riproporremo quando ci sarà la possibilità di farlo. Per quanto ci compete - conclude il sindaco - faremo tutto il possibile per accogliere le loro richieste: dall’abbattimento della Tari a quello della tassa di occupazione del suolo pubblico, a un aiuto, indiretto, per spingere i proprietari dei muri ad abbassare gli affitti». —
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