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Modena. Riaperti i cantieri privati e le pmi manifatturiere Al lavoro altri 80mila

Stefano Turcato
Modena. Riaperti i cantieri privati e le pmi manifatturiere Al lavoro altri 80mila

Ieri la ripartenza per tante aziende, oltre che per l’attività da asporto di bar e ristoranti  Di nuovo in produzione una grande impresa come “Rossi” con protocolli di sicurezza 

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MODENA Se lunedì della settimana scorsa la prima ripartenza dell’apparato produttivo aveva coinvolto non più di 30-35mila lavoratori, quella di ieri ha riguardato più del doppio degli addetti, stimati fra i 70 e gli 80mila.

Lunedì 27 avevano riaperto ceramiche, moda, automotive e cantieri pubblici, vale a dire le aziende appartenenti alle filiere con valenza internazionale, anche se in realtà per un settore come quello della moda-abbigliamento si era trattato di una falsa partenza per i limiti imposti dal fatto che i negozi al dettaglio devono tuttora restare chiusi. Ieri riapertura per tutti gli altri con le eccezioni di commercianti, parte dei servizi, gli addetti del settore benessere come estetiste e parrucchieri e buona parte di bar e ristoranti, aperti soltanto per il servizio da asporto.

Una ripartenza che ha riguardato anche i cantieri edili privati, un’altra buona parte del settore moda - abbigliamento e in ampia misura le aziende meccaniche, il settore manifatturiero in generale. Si spiega in questo modo il raddoppio degli addetti al lavoro. Si può sintetizzare dicendo che per la moda e la meccanica la riapertura ha coinvolto soprattutto le piccole aziende, quasi tutte necessariamente escluse in precedenza perchè non appartenenti a filiere di livello internazionale. È soprattutto il settore meccanico che ha c aratterizzato la giornata di ieri con la riapertura di tante aziende anche di livello medio-grande: da Annovi Reverberi di Modena (pompe a pistoni, idropulitrici) a Montanari Engineering Modena (sistemi per lavanderie industriali) e Officine Meccaniche Eme di Modena, oltre a Rcm di Casinalbo. Poi aziende della Bassa come Mekanica Draghetti di Cavezzo e Mantovanibenne di Mirandola.

Un giudizio sul riavvio di ieri lo ha fornito l’associazione Lapam, evidenziando le tante difficoltà incontrate dalle pmi: «Gli imprenditori – ha detto Daniele Casolari, responsabile dell’ufficio sindacale Lapam Confartigianato – hanno avuto poco tempo per riorganizzare gli spazi delle proprie attività e il rientro al lavoro, dopo quasi due mesi e con regole diverse, chiaramente richiede qualche giorno di rodaggio. Non dimentichiamo che la priorità è garantire la sicurezza delle imprese e di tutti i dipendenti. Chi può è rimasto in smart work e nelle imprese artigiane e manifatturiere chi fa lavoro di ufficio per un 20-30% degli organici sta continuando a lavorare da casa. Ma mi preme sottolineare come sia complicato per le imprese riprendere perché la giungla di provvedimenti è particolarmente fitta e si è prestata, in questi giorni, a diverse interpretazioni».

Fra le grandi aziende che sono ripartite c’è la Rossi spa, che produce motoriduttori e ha voluto sottolineare l’applicazione dei protocolli di sicurezza, a cominciare dalla completa sanificazione degli stabilimenti produttivi e di tutti gli ambienti di lavoro, oltre ai dispositivi sanitari distribuiti e al distanziamento .

«Ritengo sia stato raggiunto un risultato molto importante – ha detto Giovanni Volpi, presidente della Rossi – perché poter contare su una fabbrica Industry 4.0 garantisce la massima automazione ed efficienza dei processi ma anche la massima sicurezza per i nostri operatori». —
 

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