Modena. Riaperti i cantieri privati e le pmi manifatturiere Al lavoro altri 80mila
Ieri la ripartenza per tante aziende, oltre che per l’attività da asporto di bar e ristoranti Di nuovo in produzione una grande impresa come “Rossi” con protocolli di sicurezza
MODENA Se lunedì della settimana scorsa la prima ripartenza dell’apparato produttivo aveva coinvolto non più di 30-35mila lavoratori, quella di ieri ha riguardato più del doppio degli addetti, stimati fra i 70 e gli 80mila.
Lunedì 27 avevano riaperto ceramiche, moda, automotive e cantieri pubblici, vale a dire le aziende appartenenti alle filiere con valenza internazionale, anche se in realtà per un settore come quello della moda-abbigliamento si era trattato di una falsa partenza per i limiti imposti dal fatto che i negozi al dettaglio devono tuttora restare chiusi. Ieri riapertura per tutti gli altri con le eccezioni di commercianti, parte dei servizi, gli addetti del settore benessere come estetiste e parrucchieri e buona parte di bar e ristoranti, aperti soltanto per il servizio da asporto.
Una ripartenza che ha riguardato anche i cantieri edili privati, un’altra buona parte del settore moda - abbigliamento e in ampia misura le aziende meccaniche, il settore manifatturiero in generale. Si spiega in questo modo il raddoppio degli addetti al lavoro. Si può sintetizzare dicendo che per la moda e la meccanica la riapertura ha coinvolto soprattutto le piccole aziende, quasi tutte necessariamente escluse in precedenza perchè non appartenenti a filiere di livello internazionale. È soprattutto il settore meccanico che ha c aratterizzato la giornata di ieri con la riapertura di tante aziende anche di livello medio-grande: da Annovi Reverberi di Modena (pompe a pistoni, idropulitrici) a Montanari Engineering Modena (sistemi per lavanderie industriali) e Officine Meccaniche Eme di Modena, oltre a Rcm di Casinalbo. Poi aziende della Bassa come Mekanica Draghetti di Cavezzo e Mantovanibenne di Mirandola.
Un giudizio sul riavvio di ieri lo ha fornito l’associazione Lapam, evidenziando le tante difficoltà incontrate dalle pmi: «Gli imprenditori – ha detto Daniele Casolari, responsabile dell’ufficio sindacale Lapam Confartigianato – hanno avuto poco tempo per riorganizzare gli spazi delle proprie attività e il rientro al lavoro, dopo quasi due mesi e con regole diverse, chiaramente richiede qualche giorno di rodaggio. Non dimentichiamo che la priorità è garantire la sicurezza delle imprese e di tutti i dipendenti. Chi può è rimasto in smart work e nelle imprese artigiane e manifatturiere chi fa lavoro di ufficio per un 20-30% degli organici sta continuando a lavorare da casa. Ma mi preme sottolineare come sia complicato per le imprese riprendere perché la giungla di provvedimenti è particolarmente fitta e si è prestata, in questi giorni, a diverse interpretazioni».
Fra le grandi aziende che sono ripartite c’è la Rossi spa, che produce motoriduttori e ha voluto sottolineare l’applicazione dei protocolli di sicurezza, a cominciare dalla completa sanificazione degli stabilimenti produttivi e di tutti gli ambienti di lavoro, oltre ai dispositivi sanitari distribuiti e al distanziamento .
«Ritengo sia stato raggiunto un risultato molto importante – ha detto Giovanni Volpi, presidente della Rossi – perché poter contare su una fabbrica Industry 4.0 garantisce la massima automazione ed efficienza dei processi ma anche la massima sicurezza per i nostri operatori». —
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