Udienza “da remoto” Ma non sarà presente la “Banda dello spray”
Si svolgerà giovedì “da remoto” l'udienza per il processo della “Banda dello spray” accusata della strage alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, in cui, la notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 morirono nella calca cinque minorenni e una madre 39enne.
In aula al tribunale di Ancona ci saranno solo gli avvocati degli imputati, oltre al gup Paola Moscaroli e ai pm Paolo Gubinelli e Valentina Bavai. I legali di parte civile si collegheranno in videoconferenza, dai propri studi legali. Assenti anche gli imputati che si collegheranno dalle rispettive carceri dove sono detenuti. Queste le disposizioni in vigore per l'emergenza Coronavirus.
L'udienza è fissata per decidere sulle ammissioni o meno delle parti civili che hanno presentato le istanze il 5 marzo (oltre 50) e per formalizzare i riti abbreviati per i sei imputasti, tutti ragazzi della Bassa Modenese: Ugo Di Puorto, ritenuto il boss del gruppetto, Raffaele Mormone, Andrea Cavallari, Moez Akari, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah, ancora tutti in carcere.
Molto dibattuta sarà l'ammissione di parte civile della Magic Srl, la società che aveva in gestione la discoteca e rappresentata dall'avvocato Riccardo Leonardi, i cui soci sono indagati nel secondo filone dell'inchiesta non ancora chiuso.
I ragazzi presunti componenti della banda, per i quali era stato chiesto il giudizio immediato, sono accusati di omicidio preterintenzionale, associazione a delinquere finalizzata a furti e rapine, lesioni personali anche gravi e singoli episodi di furti e rapine commessi in diversi locali notturni in diverse città d'Italia con la tecnica dello spray al peperoncino. L’accusa di omicidio riguarda l’utilizzo dello spray in un luogo chiuso e affollato oltre misura che avrebbe, non secondo le intenzioni, provocato il panico e la morte: se il panico era stato cercato apposta per rapinare le collane d’oro dei fan di Sfera Ebbasta, la morte ne è stata conseguenza; tesi rifiutata dai difensori. —
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