Gazzetta di Modena

Modena

PROCURA GENERALE e udi modena 

Accusa di stupro «Carabiniere assolto con tesi sessiste Si va in Cassazione»

C.G.

2 MINUTI DI LETTURA





Finisce in Cassazione il caso del carabiniere 44enne Luca Sarti accusato di aver stuprato una ragazza allora 20enne in una discoteca. La Procura Generale di Bologna ha presentato ricorso contro la sentenza di assoluzione del carabiniere che ha annullato la condanna iniziale a sei anni e mezzo: le motivazioni riportare nella sentenza della Seconda Sezione risultano secondo l’accusa fortemente criticabili. A sostegno di questa critica si schiera l’Udi di Modena il cui Coordinamento provinciale ha discusso e pubblicato un documento che spiega le ragioni per cui le femministe modenesi appoggiano l’azione di ricorso in Cassazione: gli argomenti dell’assoluzione sono, a loro avviso, «psicologismo fondato sul nulla».

Il primo grado di giudizio aveva riconosciuto la responsabilità del Sarti, dopo un’attenta valutazione di quanto era emerso nel processo. «La sentenza d’appello - si legge nel ricorso della Procura Generale - ha ribaltato il giudizio “senza realmente confrontarsi con l’insieme delle argomentazioni che l’avevano sorretta e scardinarne l’impianto argomentativo-dimostrativo». E a questa considerazione aggiunge l’Udi Modena: «Più che all’oggettività dei fatti, la sentenza d’appello è sembrata interessata alla loro interpretazione, con la presunzione di attingere addirittura all’inconscio, al rimosso, in una lettura arbitraria, capovolta e strumentale di fatti e comportamenti. Tale modalità è stata capace non solo di allontanare la colpa dall’imputato, ma di rovesciarla sulla vittima stessa presumendone il senso di colpa “per la propria arrendevolezza”, rielaborabile attraverso “l’auto-convinzione di una costrizione fisica imposta da altri». Da qui la denuncia di una ragazza consenziente, secondo la Corte, ma pentita, che porta in Tribunale un innocente, vittima dell'indecisione di lei. “Psicologismo fondato sul nulla”, commenta la Procura Generale: questo teorema non è sorretto da alcuna prova, tanto meno di carattere scientifico, in cui invece riecheggia il retaggio patriarcale e sessista dell’ “onore" che a una ragazza perbene corre obbligo di difendere ad oltranza. Già - commenta l’Udi - se sei arrendevole, sei facile, e se sei facile, sei una puttana. Questo è l'immaginario che la Corte fa suo, dandolo per scontato in quello della ragazza». Tutta la sentenza poggia sul nodo cruciale del consenso all’atto sessuale che per i giudici d’appello. Se la ragazza era contraria, doveva negarlo con rifiuto netto lanciando segnali da vittima - con grida, richieste d’aiuto ecc - che la ragazza però non ha attuato. Di qui l’idea che non fosse contraria. «Un’operazione tanto scorretta quanto totalmente illogica», scrive l’accusa. —

C.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google