Fase 2, il ritorno dello spaccio nei parchi Al 22 Aprile riecco gli affari tra le panchine
Lunghe attese per i clienti ancora pochi ma via vai di bici per i contatti. Il giro è ripreso anche al Pertini e alla stazione dei bus
«Coca, son qui per la coca... Ce ne hai? Ce n’è in giro?» «Oggi pomeriggio, passa al pomeriggio. Io faccio solo erba adesso».
Parco XXII Aprile, fase 2, il ritorno dello spaccio. Non è ancora come prima, ma è come se dopo un lungo periodo di blackout si fosse improvvisamente riaccesa la luce. E i personaggi che compongono la scenografia ci sono tutti: c’è chi fa la vedetta, chi staziona sulla panchina, chi attende con forte insofferenza la sua bustina della sopravvivenza, chi appare e riappare in bici e anche in monopattino elettrico.
Tutto questo a suggellare il ritorno della vita nell’area verde, ben tenuta, ancora senza tracce di bivacchi, in ordine e con panchine con anziani e badanti, mamme con le carrozzine e gli infaticabili corridori che, chi forte chi piano, tagliano in lungo e in largo il panorama verde.
Ieri mattina, da mezzogiorno in poi, è bastato per qualche ora fermarsi, gironzolare, spostarsi per poi tornare e sostare nella zona tradizionalmente più calda, quella delle panchine a ridosso del distributore d’acqua di Hera, per vedere che gli affari legati alla droga sono tornati, sebbene in sordina. Il coprifuoco, i divieti alla frequentazione, il vuoto in giro avevano di fatto escluso il parco come terreno per le compra-vendite a scapito delle sempreverdi panchine all’inizio di viale Gramsci o, per gli appuntamenti, nelle vie laterali. Spaccio con il calar del sole, anche sino a tarda ora, come testimoniano le urla e i battibecchi sentiti in strada dai residenti anche l’altra notte, verso le 3. Adesso, come abbiamo constatato, la musica è tornata ad essere quella usuale. Se si scende verso il parco dopo aver passato il cavalcavia non si può non notare un giovane appollaiato sulla ringhiera all’altezza dei parcheggi della filiale di banca: è di guardia, sta facendo la vedetta in caso di arrivo di auto di forze dell’ordine. Parla con un giovanissimo con zainetto che è in sella ad un monopattino elettrico.
Il tempo di andare a sedere ad una delle tante panchine, dove per ora c’è soltanto una coppia che sta facendo un pic nic improvvisato, che il giovane passa sul selciato dietro all’area, si tuffa nel parco sino ai laghetti e poi ritorna. Basta incrociare lo sguardo e scatta la “consultazione”: tutto viene volutamente rimandato al pomeriggio. Il ragazzo, si e no 18 anni, taglia per via Diena e scompare. Nel frattempo arriva un maghrebino che si piazza su una panchina con cellulare e cuffiette: fa un cenno per chiedere se si vuole qualcosa e al rifiuto si mette in attesa. Non c’è via vai se non di giovani in bici: un cliente si materializza, è un uomo sui 40 anni, trasandato, attende un contato nervosamente ma, per quanto si aggiri su e giù dalla colonnina dell’acqua, la consegna tarda ad arrivare. Una scena simile, sempre ieri in tarda mattinata, dietro allo Storchi, al parco Pertini. Pochi stazionano sulle panchine, le soste sono davvero da mordi e fuggi mentre l’attesa per qualche cliente è piuttosto lunga. Segno che le zone sono ben “marcate” dalle forze dell’ordine. Il tempo di notare infatti questa situazione che una camionetta dell’esercito percorre il parco, in mezzo alle aree verdi. Stessa situazione nelle ore passaste al XXII Aprile, dove prima gli uomini dell'esercito poi due Volanti della polizia hanno fatto passaggi. E al Novi Sad? L’altra mattina c’erano due auto dei carabinieri fisse: qualche presenza si aggirava nei pressi della stazione dei bus. —
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