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Cisl: «Lo smart working è diventato un’opportunità per aziende e sindacati»

Cisl: «Lo smart working è diventato un’opportunità per aziende e sindacati»

La sindacalista Rosamaria Papaleo commenta i numeri significativi nei settori sia privato sia pubblico con un aumento di produttività 

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I dati

Rosamaria Papaleo, responsabile delle politiche del lavoro per la segreteria Cisl Emilia Centrale, commenta con favore i primi dati che riguardano il lavoro agile a distanza, o smart working, determinato dall’emergenza e sempre più diffuso con successo sia nel settore privato sia in quello pubblico.

Un esempio viene da Cnhi del Gruppo Fca, sede di San Matteo, dove lavorano circa 900 persone (due terzi dei quali sono impiegati): «Sappiamo per certo - dice Papaleo - che nel reparto engineering, nel quale sono occupati circa 200 “colletti bianchi”, il 90% (circa 80 persone) lavora in smart working cinque giorni su cinque: connessione ai server entro le 9.30 del mattino, pausa pranzo dalle 12 alle 14. Prima dell’emergenza sanitaria circa l’80% degli impiegati di questo reparto usufruiva del lavoro agile una volta alla settimana».

«Questa iniziativa è stata bene accolta da tutti - racconta un impiegato Cnh di San Matteo iscritto alla Fim Cisl Emilia Centrale - Siamo concordi nel ritenere che, nonostante le perplessità di alcuni dirigenti, la produttività aziendale aumenti essendo noi lavoratori incentivati e gratificati da questa modalità di lavoro».

Lo smart working è sempre più diffuso anche nel pubblico impiego. Lo conferma l’esperienza dell’Inps di Modena, i cui dipendenti sono tutti in smart working per l’intera settimana, a parte un gruppo di cinque-sei persone che presidia a rotazione la sede di viale Reiter.

«Si tratta complessivamente di 230 persone tra gli uffici di Modena e della provincia – spiega Rosamaria Papaleo – I lavoratori con rete Intranet sono stati forniti dei pc ultraslim in dotazione all’amministrazione centrale. Gli altri, che rappresentano comunque una minoranza, usano il proprio pc e la connessione domestica, ma usufruiscono di assistenza informatica continua per il rafforzamento dei collegamenti Internet. La produttività, cioè la quantità di pratiche lavorate, è aumentata notevolmente da aprile».

«La diffusione e regolamentazione dello smart working può essere una delle poche cose positive che ci lascerà in eredità il coronavirus - aggiunge Papaleo - La strada da seguire è ridisegnare il lavoro delle persone, è necessario modificare l'organizzazione. Noi della Cisl ci crediamo, tanto che abbiamo espresso favore per questo strumento fin dalla sua istituzione. Lo riteniamo funzionale alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, specie per le tante donne modenesi».—

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