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L'ordinanza/ Emilia Romagna Da oggi si può uscire dalla provincia anche accompagnati dai conviventi

Enrico Ballotti
L'ordinanza/ Emilia Romagna Da oggi si può uscire dalla provincia anche accompagnati dai conviventi

La nuova ordinanza della Regione allenta la morsa dei divieti per quanto riguarda spostamenti e attività sportive

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MODENA Stefano Bonaccini ha firmato una nuova ordinanza che va a modificare alcune delle precedenti restrizioni legate al virus. Il dispositivo è in vigore a partire da oggi. Protagonisti del testo della Regione sono due macro-argomenti: spostamenti e attività sportive.

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Ci si potrà muovere per raggiungere le seconde case, camper, roulotte, imbarcazioni e velivoli di proprietà per attività di manutenzione e riparazione. Tali spostamenti vengono consentiti nell’intero territorio regionale e non più solo in quello provinciale. Per tutti resta l’obbligo di rientro in giornata. Restrizione che, lo stesso Bonaccini, spera di addolcire a partire dalle prossime settimane. Quindi lo sport con le attività permesse in strutture e circoli, purché in spazi all’aperto e senza contatti fra gli atleti. Viene poi specificato, come scrive lo stesso governatore su Facebook, che resta sospesa ogni altra attività collegata all’utilizzo delle strutture in questione, compreso l’uso di spogliatoi, palestre, luoghi di socializzazione, bar e ristoranti. Il provvedimento, inoltre, dedica particolare attenzione alle discipline acquatiche individuali consentendo l’accesso a specchi d'acqua che sarà regolato dalle singole Amministrazioni comunali.

Tutte le pratiche motorie e sportive potranno avvenire anche insieme a persone conviventi e non solo individualmente. Stesso discorso anche per quanto riguarda gli spostamenti allargati a tutta la Regione. Con questo passaggio, Bonaccini a in un sol colpo dà risposta a tante delle domande avanzate nei giorni scorsi. Molte di queste, tra l’altro, legate alla possibilità di passare tempo all’aria aperta insieme ai conviventi .

Ieri mattina, inoltre, il presidente dell’Emilia Romagna ha avuto modo di confrontarsi con la stampa su alcune tematiche. Oltre al contenuto del nuovo decreto, si è anche soffermato sull’apertura delle attività commerciali: «Mi sento di suggerire al Governo di pensare seriamente, se possibile, ad anticipare un po’ di quelle scadenze che aveva indicato». Dell’argomento si parlerà nella conferenza Stato-Regioni in programma per oggi. «Se andrà a trovare conferma il trend di contenimento del virus, allo stesso tempo sarà quindi possibile riportare al lavoro quelle persone che oggi hanno la loro attività chiusa e sono molto preoccupate per il futuro». E sempre con il Governo si discuterà del maxi-decreto redditi e aziende: «Non mi spaventano 48 ore in più o in meno. Piuttosto mi interessa che ci siano i 55 miliardi di euro e che arrivino il prima possibile a cittadini, imprese e famiglie». Quindi le scuole con appuntamento a settembre. «Ripresenteremo la norma che renderà gratuito il trasporto per bambini e ragazzi. Avevamo detto che lo avremo reso gratuito dai 5 ai 19 anni. Cominceremo con un primo provvedimento. Per la montagna presenteremo a breve un nuovo importante piano e faremo degli investimenti che chiameranno in causa il trasporto su gomma e anche mezzi collettivi alternativi». Si resta in quota e Bonaccini sposta il mirino sugli ospedali: «Riapriremo i punti nascita in montagna e non solo nei luoghi chiusi dalla mia amministrazione precedente. Di questo discuteremo appena ci saranno le condizioni. Siamo stati concentrati, come era inevitabile, sulla drammatica emergenza pandemica, ma abbiamo chiaro cosa avevamo detto e cosa faremo».

Bonaccini si è quindi soffermato a lungo anche sulla presentazione del bando dedicato a contrastare lo spopolamento in Appennino. La Giunta, infatti, ha messo a disposizione 10 milioni di euro per contributi a fondo perduto in 119 comuni appenninici. «Il sostegno alle famiglie è parte vitale del pacchetto che abbiamo messo a punto per una reale ripresa delle attività economiche e della vita quotidiana dei cittadini. Rispettiamo così l'impegno che avevamo preso di sostenere concretamente chi vive o va a vivere in un comune montano, contrastando l'abbandono dell’Appennino». —

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