Fase due e lavoro: «Ora le imprese devono sposarsi con l’ambiente»
Caretto, a capo del sodalizio che unisce 34 realtà produttive «Abbiamo la grande opportunità di ripensare tutti i modelli»
Alessandra Caretto, di Cantine Riunite Civ & Civ, è la presidente dell’Associazione per la Rsi che oggi è in assemblea. Un’assemblea a distanza, come normale di questi tempi, che mette a confronto i 34 soci della realtà che da undici anni riunisce aziende e cooperative che lavorano per portare avanti i principi della sostenibilità ambientale e sociale, della responsabilità sociale d’impresa. In questo momento, così delicato, di certo ripartire significa anche ripensare al modello di sviluppo in una chiave di maggiore sostenibilità e responsabilità.
«Come Associazione per la Rsi stiamo vivendo un momento complicato – esordisce Caretto - siamo noi abituati a realizzare eventi e manifestazioni con il pubblico, a fare open day, ad aggregare. Avevamo già lanciato l’invito per l’apertura delle attività a marzo, poi il lockdown ci ha fermato. In quel momento avremmo lanciato le linee guida progettuali per il 2020, oggi in assemblea discuteremo insieme alle realtà associate e usciranno nuove proposte per questi nuovi tempi, Sempre in linea con gli obiettivi di Agenda 2030 delle Nazioni Unite in termini ambientali e socio economici. Dico la verità, oggi mi aspetto un dibattito ampio in assemblea». Caretto prosegue ed entra nel merito delle attività dell’associazione: «L’impatto ambientale era già era nelle corde dell’associazione e tante aziende socie ci stavano lavorando già da tempo. Ora tante cose andranno ripensate con modalità e idee nuove, non possiamo pensare che tutto tornerà come prima. Abbiamo però la grande opportunità di ripensare i nostri modelli, la discussione sarà molto aperta, le idee non mancano. Naturalmente, come direttivo, faremo una proposta, il programma per il 2020 andrà a scavalco con il 2021 e la proposta sarà rinnovata sia per contenuti che per modalità (non potendo programmare appuntamenti pubblici almeno fino a settembre), con eventi digitali e webinar. Pochi giorni fa ci siamo incontrati con il direttivo e devo dire che ci sono segnali confortanti. Emerge una grande sensibilità delle aziende sui temi ambientali, mi aspetto adesioni di gruppi di lavoro su queste tematiche. Un altro grande tema è quello del lavoro, che in questo momento è centrale per tutti. E poi la grande attenzione alle famiglie e alle persone. Diciamo che sotto il profilo della sensibilità siamo sulla strada giusta, molte aziende si sono sensibilizzate su questi temi e soprattutto molti stanno realizzando opere concrete. Chi faceva già qualcosa proverà a migliorare, chi non investiva ci sta ripensando. E, come associazione, faremo una raccolta di iniziative e buone prassi delle aziende associate: non penso solo alle donazioni, ma soprattutto ai progetti, a una politica della responsabilità sociale d’impresa che è da vedere come un valore aggiunto».
Quelle della cosiddetta Csr (corporate social responsability) sono tematiche anche di moda: «È vero, c’è ancora molta “moda” e non sempre la necessaria sostanza. Ma ci sono anche tanti progetti importanti e che aiutano a ripensare le nostre città. Penso a quello sulla mobilità che hanno portato avanti Tetra Pak e Bper Banca, proprio nella nostra associazione, un progetto che è stato sposato dal Comune di Modena e che sarà anche uno strumento utile per gestire la ripresa della Fase 2. Penso anche al progetto, che sarà ultimato nel 2021 con uno studio ad hoc in collaborazione con Unimore, su natalità e genitorialità che vede protagoniste alcune cooperative del settore sociale. Poi è vero che ci sono ancora tanti che hanno più voglia di dire che faranno qualcosa piuttosto che farlo davvero… C’è grande necessità di una associazione come la nostra – conclude Caretto - che fa progetti concreti e porta avanti una cultura, tutto questo va a vantaggio del territorio, non solo delle imprese. Siamo in rapporto anche con Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che in quest’ultimo periodo sta mutando la direzione della propria comunicazione. Non si tratta soltanto di sensibilizzazione, ma di portare avanti progetti e fatti». Solo così, par di capire, sarà possibile disegnare un nuovo modello. Più sostenibile e più giusto. —
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