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Modena «Esame a scuola per guardarli negli occhi»

Modena «Esame a scuola per guardarli negli occhi»

Si allarga il dibattito sulla maturità e c’è chi, tra gli insegnanti, vorrebbe l’orale in classe: «Se c’è sicurezza, perchè no?»

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MODENA Il dilemma della maturità a distanza o della maturità in presenza continua ad essere un dibattito molto sentito non solo tra i ragazzi, ma anche dal corpo insegnanti.


Nei giorni scorsi avevamo pubblicato la petizione che è stata presentata al ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, partita da alcuni insegnanti modenesi, numerosi provenienti dal liceo Muratori San Carlo. Una posizione che ha visto un consenso allargato: «Non pensiamo che un esame in video-conferenza, senza mascherine e protezioni, sia meno dignitoso di un esame in presenza con mascherine e distanziamento - rimarcano i 43 insegnanti al ministro - anzi, pensiamo che in video-conferenza, senza dispositivi protettivi, sia gli insegnanti che gli studenti potrebbero sentirsi più a loro agio».


Non tutti la pensano così. E altri insegnanti vedono il problema da un altro punto di vista, arrivando ad una posizione contraria alla petizione: «In queste lunghe settimane di isolamento, collegarmi in video conferenza con i miei studenti e studentesse ha rappresentato il mio briciolo di strana normalità - scrive una docente del Muratori San Carlo - Ogni lezione una pallina di pane, per arrivare via via fuori dalla quarantena. Appartengo a una categoria privilegiata, vero. Sono fortunata perché il mio lavoro è coinvolgente, motivante e soddisfacente, non soltanto perché, comunque vadano le cose, avrò uno stipendio assicurato e una posizione solida. Non ho firmato la petizione per svolgere gli esami in remoto perché desidero rendere alle mie classi un minimo di quel senso di finalità che la scuola rappresenta. Siamo stati vicini da lontano, giorno dopo giorno, protetti dalle nostre connessioni, ma dentro la società. Domani vorrei vederci finalmente vicini a distanza sociale, protetti dalle mascherine, per portare a compimento, come tanti altri hanno fatto e stanno facendo, il nostro dovere e il nostro piacere. Se vengono garantite distanze e protocolli di sicurezza, avremo persone vere davanti e occhi veri in cui leggeremo che no, questa maturità non ce la scorderemo davvero mai».


Dibattito, insomma, più che mai aperto senza però mai perdere di vista il tema della sicurezza, che resta il nodo centrale di tutta questa vicenda. —

 

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