Gazzetta di Modena

Modena

CASO “FUORI ONDA” 

Altro scambio di accuse tra Lega e Democratici

D.D.

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Botta e risposta tra Lega e Pd dopo la diffusione del “fuori onda” dell'ultimo consiglio comunale in cui si “intercetta” una conversazione tra i Dem Mimma Savigni, Serena Lenzotti e Matteo Mesini relativa all'azione della giunta Menani e al ruolo svolto dal comandante della polizia locale, Giuseppe Faso. A difesa del primo cittadino arriva il senatore Stefano Corti, leghista come Menani.

«Dire di volere 'picchiare' il comandante nella speranza di ottenere qualche consenso elettorale in più è di una bassezza per la quale non trovo aggettivi - commenta il parlamentare chiedendo le dimissioni dei tre consiglieri di opposizione - e poi, a proposito di conversazioni private "rubate" e utilizzate come clave dal Pd stesso, ricordo che non più di un mese e mezzo fa in base a un dialogo privato in trattoria diffuso per sbaglio in una chat, la sinistra ha chiesto le dimissioni del vicesindaco di Modena Cavazza». Gli risponde il segretario provinciale Dem Davide Fava: «Nella telefonata registrata non ci sono improperi e turpiloquio e a Sassuolo continueremo “a picchiare duro” su alcuni punti politicamente rilevanti, come peraltro emerge dalla telefonata rubata ai consiglieri Pd, in particolare l’assoluta irrilevanza dell'amministrazione che per alcune posizioni risulta essere, a volte, anche imbarazzante. Evidentemente per la Lega la buona politica è quella che trova nemici da schedare, condannare o mandare al confino, che multa chi fa l’elemosina...». Il segretario del Pd, Paolo Piccioli, ritiene «illegale la registrazione e la divulgazione delle conversazioni private delle minoranze. L'amministrazione ha permesso che a rispondere in consiglio alle obiezioni sul regolamento sui questuanti fosse un tecnico evidenziando di non avere nessuna linea politica». —

D.D.

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