Gazzetta di Modena

Modena

«Cinquanta giorni da incubo ma adesso più carico di prima»

S.P.

Luigi Zironi, sindaco di Maranello, racconta il suo mese e mezzo da contagiato 

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LA STORIA

Più di un mese e mezzo di distanziamento sociale. Alla fine, anche il sindaco di Maranello Luigi Zironi ce l’ha fatta ed è guarito dal coronavirus. Sindaco, il peggio è passato.

«Adesso sto bene, i sintomi sono spariti e c’è da dire che sono stato fortunato, perché non sono mai stati molto gravi. La febbre non ha mai superato i 39 gradi, la tosse non è diventata polmonite. Ho avuto problemi intestinali, congiuntivite, mal di testa, non sentivo gusti e odori. Ora sono sereno perché la mia famiglia non è stata contagiata, ma ci sono un po’ di preoccupazioni per il lavoro che c’è da fare».

Lei vive con sua moglie e sua figlia. Come avete diviso gli spazi in questo periodo?

«Sono stato chiuso in salotto, mi portavano da mangiare lì. Dopo aver usato il bagno bisognava igienizzare tutte le volte la superficie. In queste situazioni occorre essere attentissimi».

Dal salotto ha lavorato?

«Certo, la macchina comunale non si è mai fermata. Eravamo pronti per lo smartworking e tutto ha funzionato alla perfezione. Anzi, non ero mai stato così produttivo. Il lavoro mi aiutava a distrarmi, in più c’era l’adrenalina, la preoccupazione per me, la mia famiglia, i cittadini e la volontà di non lasciare nulla di intentato. Ho passato intere giornate al telefono e al pc, e cinquanta giorni sono volati».

Momenti di sconforto?

«Indubbiamente. Avevo paura di aver causato del male ai miei cari. Soprattutto i primi giorni, ad ogni loro colpo di tosse saliva la preoccupazione. Inoltre abito vicino ai miei genitori, entrambi ultraottantenni, ma per fortuna avevamo già interrotto i contatti fisici da qualche giorno».

Quando ha avuto l’esito dell’ultimo tampone cosa è stata la prima cosa che ha pensato?

«Ero in videoconferenza con i miei colleghi, e mi è arrivata una notifica del fascicolo sanitario, quindi ho esultato con loro. Il primo momento ho avuto la sensazione di essere guarito, ma anche il timore di dover stare ancora attento. Per questo ho deciso di isolarmi ancora per qualche giorno e di uscire progressivamente».

Tornerà in municipio? Azioni per sostenere le attività commerciali?

«Sì, tornerò in municipio, ma valuterò anche l’idea di continuare a lavorare da casa per un periodo. Stiamo studiando misure per sostenere i commercianti nella creazione di vetrine digitali. Ricalcoleremo le imposte di bilancio e faremo il possibile per aiutare le attività che non hanno potuto lavorare». — S.P.

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