Coronavirus a Modena, la situazione negli ospedali. L'attività sanitaria torna gradualmente alla normalità
Bollettino con le principali notizie rispetto alle attività organizzative dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena in riferimento all’infezione COVID-19 attuate in stretta e costante sinergia con l’Azienda USL di Modena, nell’ottica di garantire un’azione di sistema.
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Situazione ricoveri casi sospetti e accertati
Il grafico illustra l’andamento dei volumi di pazienti COVID positivi ricoverati presso i due stabilimenti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria. Prosegue una diminuzione, seppur lenta, dei casi, dopo il picco registrato a fine marzo. I casi COVID accertati ricoverati si sono mantenuti stabili negli ultimi giorni, con una parallela graduale diminuzione dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva.
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La situazione alla mattina del 7 maggio vedeva nel complesso ricoverati in Azienda Ospedaliero -Universitaria 86 pazienti COVID positivi: 26 all’Ospedale Civile e 60 al Policlinico. Di questi, sono in terapia intensiva 21 pazienti, dei quali 8 nella terapia intensiva del Policlinico di Modena e 13 presso l’Ospedale Civile, e 5 pazienti in sub intensiva, distribuiti tra i due ospedali. In degenza ordinaria sono seguiti 60 pazienti, 13 all’Ospedale Civile di Baggiovara e 47 al Policlinico.
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La ripresa delle attività: gradualità e sicurezza
È importante ritornare brevemente sul tema della ripresa delle attività. La Regione ha emanato indicazioni precise che illustrano le misure di prevenzione valide per tutte le strutture che erogano prestazioni sanitarie, siano esse pubbliche (in regime istituzionale e libero professionale intramoenia), private accreditate, private non accreditate, studi medici e studi professionali.
Gradualità e sicurezza – per cittadini e operatori – sono le parole chiave.
Tenendo conto di questi criteri, è in corso di attuazione un programma di ripartenza delle attività di chirurgia generale e specialistica programmata nei due stabilimenti dell’Azienda (Policlinico e Ospedale Civile). L’obiettivo è arrivare con gradualità a circa il 70 % dell’attività chirurgica precedente all’emergenza, partendo dalle prestazioni in priorità A e B delle diverse discipline presenti in Azienda.
La ripresa andrà di pari passo con la progressiva riapertura dei comparti operatori e la gestione dei posti letto, sia di terapia intensiva che di degenza ordinaria chirurgica. Con gli stessi criteri sono in corso di riavvio le prestazioni ambulatoriali programmate, a partire da quelle sospese a causa dell’emergenza coronavirus. In questa prima fase non sarà possibile prenotare nuove prestazioni programmate, per poter procedere con un recall di quelle sospese.
Rimarranno comunque sempre garantiti l’accesso alle urgenze e i controlli previsti dai percorsi della cronicità, oncologici e della gravidanza. La riattivazione della specialistica passa necessariamente attraverso una revisione delle modalità di organizzazione ed erogazione delle prestazioni ambulatoriali che tenga conto delle indicazioni regionali, con particolare riguardo anche ad una revisione in termini di appropriatezza delle prescrizioni, grazie a collaborazioni strutturate fra specialisti ospedalieri e territorio.
Si procederà gradualmente ad ampliare la distribuzione delle attività sulla settimana e a dilazionare il numero di prestazioni/ora per diradare la presenza dei pazienti e degli accompagnatori nelle sale di attesa e nei locali dell’ospedale. Sarà strategico in tal senso l’utilizzo anche di strumenti di telefonata e videochiamata per la valutazione di situazioni cliniche che non necessitano dell’accesso fisico del paziente in ambulatorio. Saranno le Aziende a richiamare, ciascuna per sua competenza, i pazienti in attesa di una prestazione sospesa, pertanto non sarà necessario per i cittadini ricontattare i canali di prenotazione.
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