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Il recupero dell’ex Maletti andrà avanti con variante al Psc

Stefania Piscitello
Il recupero dell’ex Maletti andrà avanti con variante al Psc

Il grande progetto di restyling darà un nuovo volto e qualità a tutta Casinalbo L’assessore Pagliani: «Serve anche l’approvazione da parte della Provincia» 

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Un concorso di idee indetto sette anni fa dalla società Socedil in collaborazione con il Comune aveva, come obiettivo, quello di recuperare l’area ex-Maletti di Casinalbo: riqualificazione che, però, non è ancora partita. Il problema? Manca l’approvazione, da parte della Provincia, del Piano urbanistico attuativo, necessario per poter realizzare l’intervento. Intervento che, sottolinea Marina Messori della civica “Per cambiare Formigine”, è «assolutamente necessario, perché Casinalbo non ha un vero e proprio centro, molti negozi stanno chiudendo. Finora è stata solo riqualificata la banchina della stazione dei treni, ma è stato fatto con fondi regionali».

A spiegare il motivo del ritardo nella realizzazione del progetto, è Armando Pagliani, assessore ai lavori pubblici: «Innanzitutto, c’è da dire che i privati che hanno comprato l’area ormai più di dieci anni fa si trovano, oggi, con un patrimonio inferiore rispetto a quello di acquisto. Eravamo pronti ad approvare il piano urbanistico attuativo della ex-Maletti, ma c’è stato un problema legato a queste aree che, in sostanza, hanno un vincolo archeologico. E questo, di fatto, ne impedisce l’approvazione. Al più presto, però il percorso si completerà con la variante al Psc».

A riaccendere il dibattito è stato Luca Pugno, architetto dello studio Lsb Architetti associati di Torino che, al concorso del 2013, col suo progetto, si era classificato secondo. Stando all’architetto, infatti, il progetto vincitore presentava alcune criticità. «Dalla loro planimetria – afferma - si nota come l’intervento sia strutturato ad est su un tracciato viabilistico a due corsie che, di fatto, raddoppia l’impatto della ferrovia e ne aumenta il carattere di barriera rendendo ancora più infrastrutturato il sito. Il verde è inserito negli spazi di risulta come mero elemento decorativo. La “nuova centralità” che era il tema della gara sembra essere rappresentato dall’incrocio dei nuovi tracciati stradali».

Il progetto vincitore, dunque, secondo l’architetto mancherebbe di attenzione al verde e alla mobilità dolce, oltre a lasciare un’evidente cesura tra via Giardini e il parco. Nel progetto di Lsb invece, secondo l’architetto, la componente verde ed il parco erano elementi centrali; non era prevista circolazione delle auto nell’area, se non per mezzi di servizio e di soccorso. «Il sistema di mobilità – prosegue Pugni - era basato su un insieme di percorsi ciclo-pedonali e su un nuovo sistema di tram-treno per mezzo del quale superare la frattura creata dalla ferrovia. Nostro obiettivo era quello di creare una reale connessione di ogni parte dell’area con le parti adiacenti in senso trasversale...». —



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