L’11 giugno la “verità” della Banda dello spray
Sono circa 80 le parti civili ammesse, tra queste anche la Regione Marche, al processo alla modenese Banda dello Spray per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo: morirono sei persone schiacciate dalla calca. Escluse invece la Magic srl, società di gestione del locale, i proprietari della struttura (le famiglie Micci e Paialunga), e il Comune di Corinaldo. Lo ha deciso stamane il gup di Ancona Paola Moscaroli, durante un'udienza “da remoto”, almeno per gli avvocati di parte civile e per gli imputati che erano collegati via computer per le restrizioni anticontagio da coronavirus. In aula, nel tribunale ad Ancona, c'erano solo il giudice, il cancelliere, i due pm Paolo Gubinelli e Valentina Bavai e gli avvocati degli imputati. Tutti con le mascherine. L'udienza è stata aggiornata all'11 giugno quando, su loro espressa richiesta, verranno ascoltati gli imputati, sei ragazzi della Bassa Modenese accusati della strage avvenuta alla Lanterna Azzurra la notte tra il 7 e l'8 novembre del 2018. Per i sei, la Procura aveva chiesto il giudizio immediato, sono stati formalizzati anche gli abbreviati. Per loro si procederà quindi con il rito alternativo che prevede uno sconto di pena in caso di condanna.
I sei giovani modenesi sono accusati di omicidio preterintenzionale, associazione a delinquere finalizzata a furti e rapine, lesioni personali anche gravi e singoli episodi di furti e rapine commessi in diversi locali notturni. Secondo l'ipotesi accusatoria, la notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 furono loro a spruzzare lo spray al peperoncino all'interno del Lanterna Azzurra, colmo ben oltre il limite consentito, in attesa della performance del trapper Sfera Ebbasta per commettere dei furti. L'aria però diventò irrespirabile e si scatenò il panico e poi i decessi. —
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