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L’omaggio di tutte le Forze dell’Ordine a Mauro Ghidotti

Daniele Montanari

A Sant’ Antonio il feretro del 51enne vicebrigadiere passato tra carabinieri, polstrada, polizia, pompieri, Avap e 118

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PAVULLO

È possibile nello spazio di un istante trasmettere con un'immagine iconica tutta la stima e l'affetto provato per una persona, e un collega, scomparso prematuramente? Il saluto che è stato dato ieri al vicebrigadiere Mauro Alessandro Ghidotti è la risposta alla domanda. Difficilmente i presenti scorderanno il momento in cui, dopo la messa alla Grotta di Lourdes, il carro funebre di ritorno verso Modena per la cremazione ha accostato a Sant'Antonio nel golfo di fermata bus (di fronte al negozio di Giberti) dove l'hanno atteso per il saluto solenne al militare strappato alla vita a soli 51 anni da un infarto fulminante, martedì nella caserma di Pievepelago. Anche a Pavullo era molto noto, per gli anni trascorsi in servizio sulla strada nel nucleo Radiomobile, che lo hanno fatto conoscere e amare da tante persone. E così il feretro incamminato nell'ultimo viaggio alle 16 si è dovuto arrestare per l'omaggio, da una parte all'altra della strada, dei carabinieri di tutta la Compagnia di Pavullo con i comandanti di stazione, gli agenti della Stradale e della polizia locale, i vigili del fuoco (la squadra in servizio al completo), i volontari dell'Avap Croce Verde di Pavullo e gli operatori 118 incontrati sugli incidenti. È stato un attimo: fermato il carro, tutti in piedi, distanziati, a fargli il saluto sull'attenti mentre le rispettive sirene d'ordinanza suonavano. Nessuna parola, ma tanti occhi lucidi e nella mente chissà quanti ricordi. Si sono commossi anche i passanti alla scena, magari non sapendo neanche dell'accaduto. Poi il carro ha ripreso il cammino, con una gazzella davanti e un'altra dietro a scortarlo, fino a Modena. Toccanti anche le parole del cappellano militare, Giuseppe Grigolon, durante la messa all'aperto, celebrata per gli affetti più stretti, a partire da moglie e bambini e dall'anziano padre. Il sacerdote ha invitato i figli in particolare a pensarlo dal Cielo ogni volta che diranno il Padre Nostro: «È una preghiera che a me fa ritornare nel cuore mio papà che non c'è più - ha confidato – così sarà per voi, tutte le volte che la reciterete». —

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