Nidi, 208 “tate” in assemblea «Stop alle esternalizzazioni»
Al termine di una videoconferenza senza precedenti, le dipendenti comunali hanno scritto all’amministrazione: «Ipotesi nefasta, pronte iniziative di protesta»
La modalità ormai è rodata, anche se il numero era particolarmente impressionante: 208 “tate” del Comune di Modena riunite in assemblea via internet per discutere del futuro dei nidi. Una mega videoconferenza organizzata dalla Funzione pubblica di Cgil e Cisl, che ieri mattina hanno raccolto perplessità e preoccupazioni delle educatrici sulla possibile esternalizzazione di due dei quindici asili a gestione comunale.
Perplessità che le due sigle sindacali hanno raccolto in un documento, che nel pomeriggio è stato inviato al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e al Consiglio comunale: «L’assemblea sindacale - scrivono le educatrici - esprime amarezza e disappunto per la decisione del Comune di esternalizzare nuovi nidi e per l’orientamento verso un ritiro progressivo della gestione diretta, come dichiarato sulla stampa. Come dipendenti del Comune, siamo profondamente delusi e arrabbiati per il modo in cui l’amministrazione ha preso questa decisione, nel silenzio, senza un confronto trasparente e un coinvolgimento chiaro e preventivo con noi e con i rappresentanti dei lavoratori, dimostrando una scarsissima attenzione nei confronti di chi ogni giorno porta avanti questi servizi ed è la vera risorsa dell’ente».
Le dipendenti pongono quindi una serie di richieste al Comune: «Quando e perché l’amministrazione ha deciso di non investire più nel settore educativo 0-3 anni? Questi servizi non sono più al centro dell’attenzione politica ? Quale scelta politica - chiedono ancora le 208 “tate” che ieri si sono riunite - ha portato a una decisione così dannosa e controproducente per il sistema integrato, che porterà tra l’altro a una perdita di professionalità e di personale che in questi anni ha fortemente contribuito alla qualità dei servizi e che è stato formato con risorse pubbliche?».
Il documento inviato in piazza Grande ricorda quindi che «la storia dei servizi educativi del Comune di Modena è stata costruita e ha la sua forza nel dialogo e nel confronto con chi nei servizi lavora e meriterebbe anche oggi una considerazione diversa e più attenta al loro destino e futuro. Esigiamo quindi con forza - incalzano le dipendenti - che l’amministrazione apra un vero confronto con un dialogo che veda il contributo di tutti i soggetti coinvolti per ricercare soluzioni diverse da quelle prospettate. Un confronto che veda al primo posto la stabilizzazione del personale precario e il rafforzamento del sistema pubblico e contestualmente un percorso che abbia come obiettivo l’omogeneizzazione dei trattamenti contrattuali per figure professionali che hanno pari competenze e forniscono servizi di pari qualità. Solo così si potrà parlare di un vero sistema integrato». La richiesta, insomma, è quella di fermare tutto, avviare un confronto “vero” con tutti i soggetti coinvolti e valutare le possibilità alternative al passaggio di parte dei servizi comunali ai privati: «Riteniamo fondamentale dare il nostro contributo -riprendono le dipendenti del Comune - anche attraverso un documento collettivo che invieremo, che metterà al centro le questione poste». In chiusura, il personale ipotizza una serie di iniziative di protesta: «Qualora non avessimo riscontro in merito all’avvio immediato di tale percorso, l’assemblea dà mandato e sostegno alle Rsu e alle organizzazioni sindacali per mettere in attotutte le iniziative utili per contrastare questa nefasta ipotesi per il sistema 0-6 anni». —
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