Scatta il blitz nelle case famiglia chiuse tre strutture «Poco personale»
Controllo di Servizi sociali e polizia locale. Attività sospese Calciolari: «Ospiti a rischio». Platis e Bergamini: «Bene»
MEDOLLA
Poco personale a supporto degli ospiti e così tre strutture di accoglienza per minori e per le madri in difficoltà sono state chiuse dopo una verifica congiunta di Servizi sociali dell’Unione e polizia locale dell’Area Nord. Si tratta di un gruppo appartamento di Mirandola, di una comunità per gestanti e mamme con bambini di Medolla e di una casa famiglia multiutenza, sempre di Medolla.
«Tra le non conformità che hanno motivato il provvedimento, è stata ravvisata una carenza di personale in servizio presso le tre strutture visitate, che avrebbe messo a rischio l’incolumità, ma anche la tutela e la protezione, dei complessivi 15 minori collocati, di cui 7 in tenerissima età», si legge in una nota diffusa dall’Unione. Si tratta della comunità casa famiglia “Seconda stella a destra, l’isola che c’è “e della nuova struttura, aperta da poco, per mamme con figli. Il tutto arriva dopo la chiusura dell’altra struttura medollese, “La favola mia”, che ha cessato l’attività in ottobre, poco dopo il caso della rapina a Mirandola effettuata da alcuni ospiti.
«Un provvedimento di questo genere - commenta Alberto Calciolari, sindaco di Medolla e assessore dell’Unione con delega a Minori e Famiglie - non può che essere fonte di amarezza, visto il tema. Tuttavia la legalità, i diritti dei minori e l’attenzione nei confronti delle fasce socialmente più vulnerabili sono una priorità. Ringrazio quanti hanno consentito, con il loro lavoro, di non far venir meno controlli così importanti, nonostante il contesto di emergenza».
«Siamo molto soddisfatti per l’ultimo provvedimento - aggiunge Marco Bergamini, che di case famiglie si è a lungo occupato anche negli anni passati - È stato fatto un lavoro condiviso e sotto traccia, che ha dato i suoi frutti. L’azione di Calciolari dimostra che avevamo ragione e che adesso c’è un sindaco che tiene controllate e ha messo in agenda un tema su cui abbiamo sempre speso energie e fatto pressioni».
«Questo genere di strutture - incalzano Antonio Platis e Mauro Neri, rispettivamente consigliere provinciale e capogruppo in Unione di Forza Italia - sono stati oggetti di numerosi accessi atti e interrogazione e, ricordiamo, in un caso di alcuni anni fa abbiamo perfino trovato nei verbali i dubbi dell’Ausl sul fatto che qualcuno avvisasse i gestori dell’arrivo del controllo. La sospensione delle tre strutture è un fatto gravissimo che denota sia la negligenza di questi gestori delle case famiglia sia il disinteresse dei Servizi Sociali che hanno mandato mamme e bambini in questi centri. Su questo versante è indispensabile tenere alta la guardia». —
F.D.
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