«Nidi, scelte incaute Programma di governo tutto da ripensare»
Il coordinatore di Art. 1 Paolo Trande: «Motivi poco chiari Oggi serve una riflessione sul futuro post Coronavirus»
Parte dalle esternalizzazioni, ma poi allarga lo sguardo a tutto il sistema di welfare, salendo ancora di più, fino a un programma di governo che «oggi è carta straccia». Paolo Trande, coordinatore provinciale di Articolo 1 - il partito che ha dato vita alla Sinistra per Modena, principale alleato del Pd - interviene così nel dibattito sulla possibile cessione al privato di due nidi comunali. «Alla luce delle informazioni disponibili - spiega Trande - non è chiaro per quali ragioni si pensi di esternalizzare come risposta alla crisi Covid-19. La debolezza delle motivazioni addotte suggerisce che la scelta abbia dietro un meccanismo pavloviano, come un riflesso condizionato che scatta ogni volta che c’è una difficoltà: c’è la crisi e quindi esternalizzo». E a chi nei giorni scorsi (come il capogruppo Pd Antonio Carpentieri) ha fatto notare che l’emergenza lascerà al Comune un “buco” di 35 milioni, Trande replica sostenendo che «questa motivazione appare verosimile ma generica, e non tiene conto delle risorse impegnate e in via di impegno dallo Stato e di quanti saranno i “risparmi” prodotti dal lockdown. Al momento, quindi, non è possibile sapere quante risorse mancheranno e se si tiene conto, nello specifico dei nidi, che non sappiamo quante saranno le domande di iscrizione (le prime notizie, ahinoi, parlano di una netta diminuzione), appare incauto fare scelte importanti, che segnano il futuro senza avere il quadro complessivo». Trande ricorda quindi che «in questi anni abbiamo sperimentato che nel sistema educativo integrato il depotenziamento della presenza pubblica inficia la capacità di governance del sistema. Si ha la sensazione di essere davanti ad un’opzione, magari indotta da una vera preoccupazione per il futuro della crisi indotta dalla pandemia, in cui alcune amministrazioni vogliono portare a compimento una fase che ha visto il pubblico divenire sempre più residuale. In generale, avviare una fase di esternalizzazioni come risposta alle paventate difficoltà di bilancio senza una riflessione generale seria sul futuro, sul “nuovo futuro” determinato dalla crisi, può generare errori che alla fine pagheranno i cittadini, specie quelli più esposti». Lo sguardo si allarga quindi al programma di governo: «Nella primavera passata abbiamo dato vita a coalizioni progressiste - incalza Trande - sottoscrivendo programmi di governo che, come a Modena, hanno ricevuto il consenso della maggioranza dei cittadini. Quel programma di governo, valori esclusi, è oggi in larga parte inadeguato, “carta straccia”. Quello che è avvenuto in queste settimane di crisi sanitaria, economica e sociale, impone una nuova elaborazione, sistemica, generale. Abbiamo bisogno di nuovi programmi di governo per i nostri Comuni, da cui fare discendere le scelte future per la nostra comunità, senza tabù, ma senza ricette precostituite». —
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