Rete Imprese: «Tasse, riduzioni per tutto il 2020»
Le associazioni dal sindaco dopo la promossa del milione di defiscalizzazione «Tariffa su rifiuti e suolo pubblico da cancellare anche nel post virus»
Il taglio delle tasse di un milione da parte del Comune, annunciato dalla Gazzetta, soddisfa, ma costituisce uno dei punti di partenza di un percorso che, necessariamente, dev’essere composto da più tappe. Rete Imprese Italia, che riunisce Cna, Confcommercio, Confesercenti e Lapam ha ripetutamente chiesto interventi concreti a sostegno delle piccole e medie imprese del commercio e artigianato messe in ginocchio dal lockdown. Dopo la manifestazione di lunedì, in cui i commercianti hanno consegnato simbolicamente le chiavi al sindaco, l’amministrazione comunale ha deciso di attuare una manovra di defiscalizzazione di circa un milione. Manovra che rimarrà in vigore sotto altre forme di aiuti alla medesima categoria, anche nel caso il “decreto maggio” stabilisca nuovi modi di sostegno. Giovedì si è svolto un tavolo di confronto tra sindaco e vicesindaco, Alberto Bellelli e Stefania Gasparini, e associazioni. Tavolo che dovrà essere riconvocato per fare chiarezza sui contorni di questa manovra da un milione di euro. «In primo luogo - spiega Rete Imprese Italia - chiediamo al Comune di sopprimere totalmente la Cosap per l'anno 2020. Per i dehor di bar e ristoranti e per tutte le imprese che utilizzano suolo pubblico per l'esercizio dell'attività. Anche l'esenzione della Tari non può essere limitata al periodo d'inattività. Devono essere introdotte delle riduzioni per l'intero 2020, sia sulla quota fissa che sulla tariffazione puntuale, che tengano conto dell'incremento dei conferimenti di rifiuti indifferenziati a causa dei dispositivi sanitari. Sono infatti numerosissime le imprese che in questi mesi hanno lavorato a regime ridotto, ad esempio facendo solo attività da asporto o consegne a domicilio e, nei prossimi mesi, tutte le attività economiche dovranno affrontare misure sanitarie straordinarie che, insieme al distanziamento sociale, causeranno sicure perdite di redditività. La riduzione dell'Imu deve poi essere generalizzata a favore di tutti i proprietari di immobili che concederanno significative riduzioni dei canoni di locazione a imprese, sia del commercio che del produttiv». Ma la partita della ripresa delle Pmi dopo il lockdown non si gioca solo sul piano della riduzione dei tributi. Indispensabile anche una semplificazione della macchina burocratica. Occorre semplificare e velocizzare le procedure e introdurre deroghe ai regolamenti comunali. «La burocrazia era già un costo ormai insostenibile per le imprese, figurarsi al tempo del Coronavirus - conclude Rete Imprese - Pensiamo, ad esempio, al regolamento dei dehors per bar e ristoranti: va riconosciuta la possibilità di ampliare spazi e orari di apertura per cercare di arginare le limitazioni alla capienza dei locali che sicuramente saranno imposte dal distanziamento sociale. Ma anche al regolamento dei barbieri, parrucchieri ed estetisti: occorrerà introdurre deroghe in merito a orari e giorni di chiusura. Infine, pare certo che su alcuni punti specifici ci saranno interventi governativi che libereranno risorse comunali per il taglio dei tributi locali. Queste risorse andranno vincolate al sostegno della ripresa delle Pmi del commercio e artigianato, ad esempio prevedendo dei contributi per gli imprenditori che devono effettuare investimenti imposti dalle linee guida sanitarie». —
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