Esplode il “caso elemosina” dossier sul tavolo del prefetto
Ad annunciarlo Ascari (M5s), che presenta anche interrogazione al Viminale «Non si può “schedare” chi decide, soprattutto in emergenza, di fare del bene»
Alfonso Scibona
«Sul caso “elemosina a Sassuolo” il prefetto Pierluigi Faloni ha acquisito i verbali del consiglio del 27 aprile scorso». L’annuncio è di Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle. La parlamentare pentastellata è anche la prima firmataria di una lettera inviata alla prefettura e di un’interrogazione al Viminale. «L’interessamento del prefetto è un segno di vicinanza dello Stato al territorio - analizza Ascari con gli attivisti M5S sassolesi - e l’affermazione di un principio umano prima ancora che giuridico. Non è possibile, soprattutto in una fase d’emergenza, punire chi decide di fare un’opera di bene. Non è nemmeno immaginabile “schedarli”, come proposto da esponenti del centrodestra sassolese. Ci auguriamo che l’articolo 61 del regolamento comunale sia stralciato senza se e senza ma. Se così non fosse, non resteremo inerti, ma continueremo a far sentire la nostra voce in difesa dei cittadini e dei diritti». Riepilogando la vicenda c'è da registrare che, al già attuativo regolamento della polizia urbana, il 27 aprile scorso è stato aggiunto un articolo, il 61, che di fatto multa anche coloro che fanno l'elemosina agli accattoni, in centro storico e non. La levata di scudi è stata generale con interrogazioni in Regione (Giulia Pigoni) e notizia che è rimbalzata anche sui media nazionali (Avvenire.it). Adesso arriva l'atto “dovuto” da parte del prefetto, mentre parte una interrogazione diretta al ministero degli interni. In ambito locale sulla vicenda intervengono anche tredici giovani “progressisti” di Modena e provincia: Alessandro Lima (Volt), Davide Nostrini (Italia del Futuro), Matteo Manni (Gd), Federica Venturelli (Pd), Francesca Berardi (Verdi), Camilla Scarpa (Sinistra per Modena/Articolo Uno), Ruben Giovannoni (+Europa), Andrea Marini (Gfe), Federica Cordasco (Maranello in Testa), Arianna Rinaldini (Marano Energie in Comune), Tommaso Barbieri (Sassuolo Futura), Martina Venturelli (Sinistra Ambientalista per Soliera) e Andrea Cestari (Idee in Comune Castelfranco Emilia), che hanno indirizzato ai due quasi coetanei consiglieri di Sassuolo Gasparini (Lega) e Capezzera (Forza Italia), una lettera dopo la modifica regolamento comunale. «Facciamoci portatori di una nuova stagione politica - dicono - perché punire chi chiede la carità, a nostro avviso, è un atto inaccettabile che spinge ad una ulteriore emarginazione dei più fragili. La nostra meravigliosa Costituzione si fonda sui valori della solidarietà collettiva, dell'inclusione e dell'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge». I tredici ammoniscono Gasparini e Capezzera di aver «deciso di utilizzare la loro posizione di amministratori contro qualcuno e non a servizio della comunità». Da qui l’invito di un cambio di rotta perché «crediamo che la politica sia soprattutto questo: mettersi al servizio della propria comunità e a tutela di chi è più in difficoltà».
Laconica la risposta di Davide Capezzera: «Mi prendo la responsabilità di averlo votato ma grazie anche al lavoro di discussione e confronto che Forza Italia ha svolto col sindaco Menani, si è arrivati alla conclusione di ridiscutere questo punto». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
